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Clima e ambiente

I poli si stanno sciogliendo davvero o si tratta di panico ingiustificato? Il petrolio finirà e piomberemo in un nuovo medioevo o grazie alle energie alternative saremo più sani e più felici? Non succede niente o sta arrivando l'apocalisse? Nell'attesa di capire, non rinunciate a dire la vostra su ecologia, ambientalismo e energie alternative.

28 Gennaio 2011 alle 00:00

– Interrogarsi con aria dolente su che mondo lasceremo in eredità ai nostri figli.

– Fino a che ci saranno le Sette Sorelle le auto continueranno a essere fatte in questo modo, anche se ci sarebbe già la tecnologia per farle andare ad acqua. Dolersene.

– Deprecare le pale eoliche che hanno distrutto alcuni dei più bei panorami del paesaggio italiano. Fare attenzione a non sovrapporsi alle tesi di Sgarbi.

– In famiglia io, mia moglie e ciascuno dei miei tre figli abbiamo tutti delle auto ibride, perché noi ci teniamo all’ambiente.

– Plaudire alla messa al bando dei sacchetti di polietilene dai supermercati. Contestualmente sparare dati a caso sull’entità del continente di plastica che galleggia nel Pacifico: da grande come la Spagna a più degli Stati Uniti.

– Plaudire alla messa al bando dei sacchetti di polietilene dai supermercati. Così finalmente potremo andare in giro abbracciati a dei sacchetti di carta come nei film americani.

– Ma i Verdi italiani ci sono ancora?

– Se si parla dell’esaurimento del petrolio nei prossimi anni, obiettare che il modello di Hubbert non è universalmente accettato. Questo commento fa capire che siete molto caldi sul tema.

– Se qualcuno condanna l’avidità dei paesi OPEC, chiosare che d’altra parte devono guadagnare il più possibile fino a che dura il petrolio, perché dopo gli resteranno solo degli scatoloni di sabbia.

– Il riscaldamento globale è sopravvalutato dalla lobby ambientalista. Sostenerlo da sinistra segnala l’intellettuale fuori dal coro; sostenerlo da destra: evitare.

– Deprecare lo spot del Forum sul nucleare che non prende posizione pro o contro. Vale anche lodarne l’equanimità.

– Sostenere che con il nucleare siamo riusciti a essere fuori sync due volte, negli anni Sessanta, quando gli altri costruivano le centrali e noi no, e oggi, quando gli altri lo dismettono e noi costruiamo le centrali.

– E pensare che qualche anno fa c’è stato un referendum che aveva escluso il nucleare in Italia. Valutare a seconda del contesto se esprimere rammarico o sollievo con il tono di voce e la mimica facciale.

– Stigmatizzare gli ambientalisti che vorrebbero che gli altri tornassero al calesse, ma che non sono disposti a rinunciare all’aria condizionata a maggio.

– La cosa peggiore sarebbe diventare ecologista, rinunciare a un sacco di comodità, e poi scoprire che avevano ragione i Maya e che nel 2012 finisce il mondo.

– Dubitare che la raccolta differenziata dei rifiuti sia poi fatta veramente, avanzando il sospetto che una volta in discarica venga messo tutto insieme. Ottimo per posizionarsi come disincantato osservatore della realtà.

– I rifiuti nelle strade di Napoli sono diventati una caratteristica del luogo, infatti ormai ci sono dei turisti che ci vanno apposta per vederli.

– Non è necessario assaltare le baleniere giapponesi come gli attivisti di Greenpeace, già girare per casa spegnendo tutti gli elettrodomestici in stand-by rivela sensibilità ambientale. Annuire convintamente.

– Scagliarsi contro l’amministrazione comunale che avendo rimosso i cassonetti per la raccolta delle batterie usate vi costringe a vivere in una casa disseminata di pile scariche.

– Quelli della filiera corta e dei chilometri zero quanto se la tirano?

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