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La tragedia raccontata dai bollettini

La Grande Guerra e la gelida lingua dei generali

Una prosa surrealmente compassata, in cui non si scorge nessuna ora solenne, nessun appello al sacrificio. La lotta è sempre aspra, le perdite del nemico gravi e sensibili. Cadorna, Diaz e la svolta dopo Caporetto

29 Maggio 2017 alle 15:52

La Grande Guerra e la gelida lingua dei generali

Il generalissimo francese Joffre ed il generale Cadorna visitano il fronte: un’illustrazione di Achille Beltrame per la Domenica del Corriere

Spesso in Italia, anche adesso, nel pieno delle celebrazioni per il centenario, ci si dimentica che – nonostante il milione e passa di morti, le perdite devastanti, Caporetto, il dopoguerra di macerie e incertezze che drammi ancor peggiori avrebbe partorito, e la nostra inestirpabile, voluttuosa tendenza a dipingerci come inetti imbelli – la Grande guerra, in un modo o nell’altro, l’abbiamo vinta anche noi, accanto alla Francia, all’Inghilterra, agli Stati Uniti. Né, pare, basta a farcelo ricordare quella data fatidica,...

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Mirko Volpi

Nato a Nosadello nel 1977. Ricercatore di Linguistica italiana all'Università di Pavia, si occupa di Dante, antichi commenti a Dante, antichi volgari italiani, lingua del giornalismo e della politica tra Otto e Novecento, su cui ha scritto svariati libri e saggi. Nel 2015 ha pubblicato "Oceano Padano" (Laterza). Sul Foglio gli permettono di parlare di cose totalmente innecessarie e nojose.

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