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Chi è Jens Weidmann, il guardiano tedesco

Teorie e propositi del capo della Bundesbank che potrebbe succedere a Draghi

29 Maggio 2017 alle 08:48

il guardiano tedesco

Jens Weidmann, 49 anni, capo della Bundesbank. Ogni volta che lo chiamano “Herr Nein”, sale il suo prestigio in Germania (foto LaPresse)

C’era il tempo del fuoco e dell’acqua, ora arriva il tempo della terra, quello di seminare e raccogliere. Filosofeggia il funzionario della cancelleria tedesca, spiluccando un po’ da Hegel un po’ da Qoelet. E spiega: “Mario Draghi è stato un eccellente pompiere, adesso ci vuole un costruttore. Con le sue innovazioni, ha contribuito a spegnere le fiamme della crisi, ha salvato l’euro, ha gettato i semi della crescita, è arrivato il momento di consolidare lo sviluppo, rafforzare la valuta, risanare...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    29 Maggio 2017 - 12:12

    Il problema è uno solo: la politica monetaria della Bce deve essere di traino al rilancio dell'economia, altre alternative non ci sono. In Germania sicuramente si viole privilegiare il proprio orticello, invece bisogna pensare all'Europa.

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    29 Maggio 2017 - 11:11

    Accidenti! Weidmann ha purtroppo sacrosante ragioni. Da parte italiana c'è solo tanta chiacchiera e "costi assicurativi insostenibili". Siamo prossimi all'invasione delle sue truppe e, se questo significherà per l'Italia la fine del canto delle cicale, ben vengano le inoppugnabili ragioni del federmaresciallo Weidmann. Il tempo per mettere i conti in ordine è scaduto ed ogni recriminazione sulle mancanze della Germania non ha più alcun senso.

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