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Alla faccia di Pinkerton

Un rozzo femminicida in pectore nella prima “Butterfly”. Vista alla Scala con una giapponese al fianco

12 Dicembre 2016 alle 14:00

Madama Butterfly

Un’illustrazione di Leopoldo Metlicovitz per “Madama Butterfly”. Illica e Giacosa fanno del personaggio un’eroina dell’amore disinteressato, e anche una martire dell’amore cristiano

Nel linguaggio dei sensali, di tutto il mondo e di tutte le epoche, il matrimonio è espressione usata sia per proporre un legittimo coniugio a tempo possibilmente indeterminato sia per siglare un rapporto sessuale di un’ora. “Allora, lo facciamo questo matrimonio?”, strizzavano l’occhio i collaboratori della “madama”, la maitresse, ai giovani che facevano flanella in salotto senza decidersi a portare in camera una delle ragazze profumate e discinte. Non credo che Luigi Illica e Giuseppe Giacosa lo ignorassero, come tutti...

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Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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