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Condono, Equitalia ecc.: la realtà fonde manovra e referendum

Il risveglio dopo-manovra è da Alice nel paese delle meraviglie, i titoli dei quotidiani ieri era un tripudiante discount fiscale e quella parola, “condono”, litigava con l’inchiostro al punto da essere invisibile. Poi è arrivata la realtà, puntuale, inesorabile, onesta.

18 Ottobre 2016 alle 11:48

Condono, Equitalia ecc.: la realtà fonde manovra e referendum

Foto LaPresse

San Luca, Evangelista.

 

Titoli. Compagni, ma che davvero facciamo il condono? Il risveglio dopo-manovra è da Alice nel paese delle meraviglie, i titoli dei quotidiani ieri era un tripudiante discount fiscale e quella parola, “condono”, litigava con l’inchiostro al punto da essere invisibile. Poi è arrivata la realtà, puntuale, inesorabile, onesta. E si è capito che il perdono tributario sarà un salva-cash per i super-evasori; che la cancellazione di Equitalia è solo sulla carta perché assumere ottomila dipendenti senza concorso nella pubblica amministrazione è impossibile; che nel sistema esattoriale italiano ci sono anche altri soggetti e i diritti del contribuente non possono essere a geometria variabile a seconda del gestore. E’ la realtà che fonde manovra e referendum, perché la prima è figlia delle necessità elettorali del secondo. Dentro il Pd tutto questo è un rovescio, fuori è un contrasto con la predicazione, la retorica, il famoso racconto. I titoli sono una specie di drag and drop sullo schermo, si prendono spezzoni di manovra per solleticare la fantasia del lettore, i suoi interessi alti e bassi, il portafoglio come vocazione, il posto fisso come aspirazione, la pensione come elevazione. Così il Corriere della Sera insegue la pratica tributaria, ma tradendo il pre-giudizio sull’evasore a prescindere, presunto colpevole di occultamento, imboscamento: “Sanatorie e Fisco, le nuove regole sui contanti nascosti”. E’ in quel “nascosti” che s’annida il figlio del tax rate minore. Poi c’è la bottega, l’impiego assicurato a vita, c’è un caffè ar vetro e il Messaggero che in fatto di negozio e statale è il primo in assoluto: “Statali, mossa sulle assunzioni”. E’ un titolo che evoca un libro di Reuben Fine “La psicologia del giocatore di scacchi” (Adelphi), ma in realtà non è una questione di re, regine e fanti, è il solito tran tran furbesco sulla torre italiana, l’arrocco nel suo peggio (e anche meglio), l’accerchiamento dichiarato con il denaro che esce in zona elettorale, posti di lavoro che si moltiplicano e deficit che va, eccome se va, fino allo scacco matto al re. Fa quasi tenerezza il titolo della Stampa: “I giovani, nuovi poveri italiani”. In un paese che ha appena inviato a Bruxelles una manovra di bilancio carica di promesse per pensionati, pensionandi, impiegati ultracinquantenni con il lavoro-senza-rischi, c’è chi apre la prima pagina del giornale con i giovani. Dati della Caritas che confermano statistiche di Bankitalia e Istat e Ocse e via così. Figuriamoci, sono ormai una minoranza trattata come tale, quelli che lavorano pagano le pensioni dei vecchi nel buen retiro retributivo, gli altri studiano i progressi della medicina hi-tech sperando che genitori e nonni sopravvivano il più a lungo possibile per l’incasso di una quota di pensione o stipendio. La pensione, confine tra il nulla e tutto, tra il minimo e il massimo, terreno dei guelfi e ghibellini: “In salvo le pensioni d’oro”, è il titolo di Carlino-Nazione-Giorno. Il titolare di List ricorda che da sei mesi in Italia non si parla d’altro e nel frattempo nel mondo succedono cose nuove, il futuro corre perché è incorporato nel presente. Qualcuno stamattina fa lo sforzo di essere contemporaneo? C’è un tentativo di essere nel mondo e non in una vasca da bagno con il canotto e la spada di plastica? Lo fa Repubblica: apertura con un’intervista a Obama, spallone sull’attacco a Mosul. E forse è bene così, perché gli Affari Interni del paese sono scaramucce che troveranno una regolata il 4 dicembre. Nel frattempo la manovra, è in fieri, un libro in corso d’opera, da concordare più o meno con il general contractor dell’Unione europea. “Tempi supplementari per cifre e testi” scrive Dino Pesole sul Sole 24Ore. E’ sempre stato così, ma stavolta un bel po’ di più: in passato si approvava la copertina della finanziaria e poi il Tesoro aveva in canna le sue tabelle, le sue simulazioni, un po’ di conti e articolati con i quali fare il proprio mestiere. Cose che servono al cronista per sapere e per capire. Il contemporaneo ci ha proiettato nello storytelling delle slide, peccato che la manovra parli con i numeri e quello che conta è la cifra in fondo a destra. Alla fine, il draft del documento programmatico di Bilancio è stato pubblicato stamattina sul sito della Commissione europea. Sul sito del Tesoro, alle 11, non c’è. Alla Camera c’è qualche onorevole che cerca il testo come un rabdomante. Arriverà, con calma. Buona giornata.

 

Trump Tv. La corsa presidenziale finisce l’8 novembre. Ma non quella di Trump. La prospettiva del candidato repubblicano è oltre: uno dei suoi più stretti collaboratori ha avviato colloqui per lanciare la Trump Tv. La mossa vista sul piano politico, è la futura totale disarticolazione di quel che resta del partito repubblicano. Ci sarà un terzo partito, quello di Trump?

 

Commercio mondiale. Si riuniscono a Bruxelles i ministri europei del commercio. In agenda c’è il CETA, l’accordo di libero scambio con il Canada. In Belgio un referendum del parlamento della Vallonia lo ha affondato. Brutto segno.

 

Industria 4.0. Il governo italiano ha presentato un suo piano di interventi. Un passo avanti, ma se lo confrontiamo con il piano 4.0 del Giappone sembra ancora indietro: il premier Shinzo Abe punta su information technology e industria elettronica, i fattori di cambiamento della contemporaneità.

 

Renzi da Obama. Visita negli Stati Uniti, appoggio di Obama per il referendum (al premier britannico David Cameron in occasione del referendum sulla Brexit non ha portato bene) e volti italiani alla Casa Bianca. Ecco l’agenda. Oggi, ore 9: cerimonia di accoglienza alla Casa Bianca e incontro con il presidente Obama; ore 11: conferenza stampa congiunta; ore 13: pranzo al Dipartimento di Stato con il Vice Presidente Joe Biden e il Segretario di Stato John Kerry; ore 19: cena di Stato alla Casa Bianca. Domani, mercoledì 19 ottobre, ore 10: intervento alla Johns Hopkins University; ore 11: visita al Cimitero Monumentale di Arlington. Il punto su Politico. Nota a margine sul taccuino del titolare di List: è un viaggio con ben due aerei di Stato.

 

L’Ente Irrigazione d’Italia. Titolo sulla prima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno: “Ente irrigazione nessuno paga l’acqua”. Sommario: “Crediti per 70 milioni, la Basilicata ne deve oltre 16 per l’agricoltura”. Occhiello: “Il commissario porta le carte in procura”. E’ una storia esemplare d’Italia, la metafora idrica del nostro dissesto, il buco nell’acqua dell’educazione civica, la vittoria della soluzione cinica. Evasori? Non esageriamo, siamo alla riformulazione linguistica del significato e poi tranquilli, arriva il condono per tutti. L’offerta del discount tributario è una piallata a sanzioni e interessi, il calcolo è fatto: la convenienza sarà nel non pagare le tasse e poi chiedere perdono. Quelli dell’ente irrigazione stiano tranquilli, il fisco continua a perdere acqua. Per chi crede, non resta che pregare.

 

La Chiesa d’azzardo. Pregare? Dipende dalla parrocchia. Titolo del Gazzettino: “Spariti il parroco e 300 mila euro: persi al gioco dalla perpetua”. La storia è meravigliosa, succede a Spinea: il parroco incassa le offerte dei fedeli, aiuta la perpetua in difficoltà, lei si gioca tutto il tesoretto alla slot machine, lui sparisce e abbandona i fedeli per “una pausa di riflessione”. Cherchez la femme. Soldi, gioco e donne.

 

18 ottobre. Nel 1810 viene fondata la Scuola Normale Superiore di Pisa. Duecento anni dopo, è ancora un’eccellenza del sapere.


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