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Missione compiuta o fallita? Quello che c'è da sapere sulla legge di stabilità

Non c’è trippa per gatti, il tassa e spendi continua (Equitalia cambia nome, le cartelle esattoriali restano, la riforma è un condono, gli evasori ululano), molto è affidato alla Fortuna, il poco che Renzi poteva strizzare nell’immediato dai conti pubblici è finito in pubblico impiego, pensionati e pensionandi, cioè in spesa improduttiva.

17 Ottobre 2016 alle 11:50

Missione compiuta o fallita? Quello che c'è da sapere sulla legge di stabilità

Foto LaPresse

Sant'Ignazio

 

Titoli. E’ la manovra giusta? Dipende da quale lato si prende in esame. L’interesse del governo era fare una manovra da ciclo elettorale, andare a caccia del consenso in un paese diviso in fazioni: missione compiuta. L’interesse dell’opposizione era quello di poter dire che quella del governo è una manovra acchiappa-voti: missione compiuta. L’interesse dello Stato era quello di non uscire a caccia di crescita in una terra incognita e piena di botole finanziarie: missione fallita. L’interesse dell’italiano medio era quello di sentirsi dire gattopardescamente che tutto cambierà perché nulla cambi: missione compiuta. L’interesse dei mercati era quello di capire a che punto è la parabola del renzismo: missione fallita.

 

La somma di questi interessi è una foto abbastanza nitida: non c’è trippa per gatti, il tassa e spendi continua (Equitalia cambia nome, le cartelle esattoriali restano, la riforma è un condono, gli evasori ululano), molto è affidato alla Fortuna, il poco che Renzi poteva strizzare nell’immediato dai conti pubblici è finito in pubblico impiego, pensionati e pensionandi, cioè in spesa improduttiva. E gli investimenti, i super-ammortamenti, il luminoso percorso della crescita? Senza domanda non ci saranno mai investimenti, neanche gratis, perché comunque i processi di innovazione hanno un costo e se un imprenditore non vede chiaro l’orizzonte, non si avventura fuori dal porto per il gusto di portare la sua nave dritta sugli scogli. Tu chiedi, io vendo. Tu non chiedi, io chiudo.

 

I titoli dei giornali raccontano un mondo che sta sospeso su una distopia marziana, si libra gioiosamente in un pianeta dove il discount previdenziale è sempre aperto e il popolo indebitato è in fase di sguaiato recupero, a dosi massicce di metadone tributario. Il Corriere della Sera è in piena fase l’esperto risponde: “Tasse e cartelle le nuove regole”; Repubblica segnala il fenomeno come nuovo stile di consumo del ceto medio riflessivo: “Equitalia, sconti fino al 50% Evasione record”; il caffè ar vetro e il Messaggero sono più che mai un invito a seguire la televendita fiscale on air: “Equitalia, maxisconto sulle cartelle”; Il Sole 24Ore è in scia, tecnicamente imbattibile, ma la narrazione è quella della convenienza, pacco famiglia e 3x2: “Partite Iva, chi ci guadagna con la nuova flat tax al 24%” e sempre Il Sole sulla spalla raddoppia il dado del brodo Star: “Pensione più vicina con il cumulo gratuito dei contributi misti”; siamo al carrello dei bolliti gratis e alla dentiera gratis per tutti, e cosa diamine è venuta in mente a quei buontemponi della Stampa? Provano a far atterrare le masse festanti sul suolo terrestre, ma chi vuoi che dia retta a un titolo così? “Sulla manovra il gelo dell’Europa”; sono proprio sabaudi, austeri, torinesi con il pallino della sobrietà e della spesa contenuta; daje Matte’, pensaci tu, così perfino il non sempre tenero trio polifonico Carlino-Nazione-Giorno rilascia questo jingle: “Renzi all’Ue, basta egoismi”; essì, basta con questi vichinghi sempre concentrati sui conti, gli italiani sanno cosa fare, dall’alto della loro certificata competenza in materia economica e finanziaria. E’ tutta colpa della Germania, cribbio. Tutto è possibile quando un popolo è agli ultimi posti nelle competenze in materia economica e finanziaria. Lo dicono le classifiche Ocse, ma potete dormire sonni tranquilli, anche quelle, nessuno le legge. Buona giornata.

 

Brexit, tassi e prezzi. La sterlina cola a picco, i tassi dei titoli di Stato sono in rialzo, i prezzi nei supermercati salgono. Sono numeri che viaggiano come un treno ad altà velocità. Sono gli effetti visibili – anche qui siamo al discount – della Brexit. Questa è la sterlina:

 

 

Questo è il tasso dei titoli di stato inglesi a 10 anni:

 

 

What else? Theresa May dice di avere un piano. I mercati ne hanno un altro. Una sola cosa è certa: la Brexit comincia a diventare hard.

 

L’Italia farà la sua Brexit? Follow the money. Bloomberg segue le tracce del denaro italiano. Risultato: i capitali volano. Basta dare un’occhiata alle cosiddette liabilities della Banca d’Italia presso l’Eurosistema: sono schizzate a 354 miliardi di euro, contro i 118 miliardi dell’anno precedente. Il principale beneficiario del volo dei capitali è la Germania. Cosa c’è che non va? Banche e referendum. Traduzione: grande incertezza.

 

Non ci credete? Occhio a Bpm-Banco. La seduta di Borsa era iniziata con una fiammata dei titoli delle due banche neo-fuse. Risultato: i titoli dei due istituti, alle 11 circa, sono entrati in asta di volatilità. Bpm è arrivata a cedere oltre il 4% e il Banco è passato in territorio negativo. Il problema è sempre quello, la cassa.

 

La nuova Guerra Fredda. Cosa succede? Si stanno moltiplicando le occasioni per un incidente tra Stati Uniti e Russia. E’ in corso una cyber-guerra, la Nato conduce operazioni militari nel Baltico, gli aerei russi sorvolano spazi aerei sovrani a bassa quota, l’Europa e gli Stati Uniti preparano nuove sanzioni contro Mosca per il dossier Siria. Si corre verso una crisi del 1963, quella dei missili a Cuba, con una differenza: che tutto è più veloce e incontrollabile. L’Italia è in mezzo a questo scontro. Per chi ha voglia di approfondire il tema e uscire dal salvinismo contro renzismo, i cervelloni americani di Rand hanno cominciato a fare un po’ di war game.

 

17 ottobre. Nel 1931 Al Capone viene condannato per evasione fiscale.

 

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