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Un mese di raid aerei non basterà a eliminare la galassia delle milizie armate della Libia

Entriamo nel terzo giorno dell’Operazione Odissey Lightning e nei primi due giorni ci sono state sette sortite aeree. Cosa sappiamo e cosa non sappiamo dei bombardamenti americani a Sirte.

3 Agosto 2016 alle 10:16

Un mese di raid aerei non basterà a eliminare la galassia delle milizie armate della Libia
Sant'Asprenato, primo vescovo di Napoli.

 

Titoli. Un mese di bombardamenti in Libia. L’ultima volta che qualcuno ha pensato al blitzkrieg, la guerra lampo, le cose non sono poi finite benissimo. Ma se l’ha scritto Il Corriere della Sera (“I raid in Libia dureranno un mese”) deve essere vero per forza. E poi c’è Repubblica che conferma (“Libia, 30 giorni di guerra. Ecco il ruolo dell’Italia”) e dunque poche storie, i piani quelli sono. Abbiamo un ruolo? Sì, perché la base aerea di Sigonella in questa guerra serve, anche se un paio di problemi diplomatici li abbiamo visto il clima da nuova Guerra Fredda tra Mosca e Washington. Fatto segnalato dalla Stampa (“Libia, Putin attacca Obama e chiede neutralità all’Italia”) che mette Palazzo Chigi nella non semplice posizione di chi ha il gas del Cremlino e le armi della Casa Bianca. Dettagli. D’altronde noi in Libia abbiamo un interesse nazionale concreto che si chiama Eni e una posizione strategica nel Mediterraneo che non concede vie di fuga. Stiamo in mezzo.

 

Noi qui al Foglio cosa sappiamo? Che oggi entriamo nel terzo giorno dell’Operazione Odissey Lightning, che nei primi due giorni ci sono state sette sortite aeree, che ai bombardamenti partecipano anche gli aerei d’assalto AV-8B Harrier trasportati dalla nave anfibia Wasp al largo delle coste libiche, che sono stati colpiti due carri T-72, due veicoli militari, una postazione di tiro, una piattaforma lancia razzi, due mezzi di trasporto di materiale pesante e una ruspa.

La distruzione dei carri armati T-72 è necessaria per far entrare in sicurezza la fanteria libica a Sirte. Il tank di fabbricazione sovietica (1971) è stato prodotto in circa 30 mila esemplari, esportato in trenta paesi ed è presente in tutti gli scenari di guerra in Medio-Oriente. E’ un’arma molto affidabile, efficace, letale. Ha un cannone da 125 millimetri armato con 39 colpi, due mitragliatrici, un equipaggio di tre unità. Secondo il Pentagono, l’eliminazione del tank T-72 è fondamentale per riprendere il controllo di Sirte. Il carro era nascosto tra gli alberi e subito dopo la sua distruzione sarebbe cominciata un’operazione di fanteria delle milizie del governo libico. 

 

Mentre gli americani bombardano Sirte, un attacco suicida ieri ha causato una strage a Bengasi, in una postazione che era stata riconquistata appena un giorno prima dall’esercito libico: 23 morti e 70 feriti. Un’auto imbottita di esplosivo è riuscita a penetrare facilmente in un’area dove si combatte. Un mese di raid aerei non basterà a eliminare la galassia delle milizie armate della Libia.

 

Quello che voleva far esplodere l’aeroporto. Non in Libia, ma in Italia, a Orio al Serio (Bergamo), il terzo scalo italiano con più di dieci milioni di passeggeri. Aftab Farooq, 26 anni, pachistano, aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico ed era stato intercettato mentre spiegava a un amico come penetrare nell’aeroporto (“c’è solo un filo… sono pronto a combattere, lasciare i miei parenti e partire”. Come scrive il Corriere della Sera: “Aftab lavorava come magazziniere al Decathlon di Basiano (Milano) e viveva a Vaprio d’Adda”. E’ stato espulso dall’Italia.

 

Che facciamo con Erdogan? Attacca l’Italia, ma questo è problema minore. Il tema vero è che la purga del presidente turco è al di là di ogni immaginazione: ha licenziato anche gli arbitri delle partite di calcio.

 

Il potere finanziario di Hillary. Donald Trump perde terreno nei sondaggi, Hillary Clinton aumenta la sua forza finanziaria per la fase finale della corsa presidenziale. La candidata democratica in luglio ha raccolto 63 milioni per la sua campagna e 26 milioni per il partito.

 

Il problema finanziario di Renzi. La cassa continua a bruciare. Il Financial Times punta sullo spegnimento dell’ottimismo di Renzi da parte degli investitori. Lo scetticismo dei mercati punta sugli 85 miliardi di sofferenze nette del sistema e il piano di salvataggio per Monte dei Paschi apre dubbi sulla valutazione complessiva dei crediti deteriorati iscritti in bilancio.

Nonostante la buona prova degli stress-test (escluso il caso Monte dei Paschi), la Borsa non vede una soluzione complessiva, ma un patchwork di misure che non spengono l’incendio. Agosto non è mai un mese tranquillo sui mercati, ma Jamie Dimon, numero uno di JP Morgan scommette su Monte dei Paschi e su Renzi. Che fare? Ascoltare quello che oggi alle Camera (ore 16.15) dirà sul tema il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

 

I conti di Unicredit. Uscito Ghizzoni, entrato Mustier, le cose per ora in Borsa sono cambiate poco. Il titolo dal giorno degli stress test (venerdì 29 luglio) ha perso oltre il 15 per cento del suo valore. Oggi alle 14.30 Unicredit presenta i suoi conti trimestrali.

 

Cairo e Rcs. Saranno resi noti oggi i conti trimestrali dei due gruppi editoriali. E sono da vedere in coppia per sapere e per capire come prima o poi si combinerà il business delle creature di Urbano Cairo.

 

3 agosto. Nel 1981 il sindacato dei controllori di volo degli Stati Uniti (Patco) si astiene dal lavoro. Il neo-eletto presidente Ronald Reagan dopo un ultimatum di 48 ore usa il pugno duro e licenzia 11.359 controllori di volo in sciopero.

 

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