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Minoranza Pd e vescovi assieme contro Renzi

Mondi lontanissimi, ma non troppo. Sempre di una battaglia sui dogmi, in fondo, si tratta. Non c’è interscambiabilità di ruoli – Cuperlo nel confessionale sarebbe un incubo – ma i temi riuniscono quelle forze che vedono nel premier colui che “scardina”. Il problema? Unioni civili e tasse.

19 Ottobre 2015 alle 09:30

Minoranza Pd e vescovi assieme contro Renzi

Gianni Cuperlo

San Paolo della Croce, sacerdote.

 

Titoli. Unioni civili e tasse. La sinistra Pd si ritrova con i vescovi a contestare il governo Renzi. Mondi lontanissimi, ma non troppo. Sempre di una battaglia sui dogmi, in fondo, si tratta. Non c’è interscambiabilità di ruoli – Cuperlo nel confessionale sarebbe un incubo – ma i temi riuniscono quelle forze che vedono nel premier colui che “scardina”. Da una parte la Chiesa e la famiglia tradizionale, dall’altra il Pd e la ditta bersaniana. I giornali impaginano, la rotativa stampa, il camioncino trasporta, l’edicola espone. Primo caffè, Corriere della Sera: “Renzi e la manovra. Battaglia ideologica solo per logorarmi”. L’epilogo è già scritto – la minoranza soccomberà – e la fiducia è arma nucleare alla quale Renzi ricorrerà, ma è interessante l’uso della parola, “ideologica”, per segnare la distanza, il remoto che separa “la Ditta” dal renzismo e dai suoi interpreti. E soprattutto dalle tasse. Il renzismo, dicevamo, prendete Maria Elena Boschi, c’è ancora qualcuno che crede alla novella dell’ingenua ragazzina? La sprovveduta che non sa e non può fare? Sulle Unioni civili ha prima dato un ceffone a Alfano (e agli alfanoidi rimasti) poi ha chiarito che si rispetta la posizione di tutti e il governo non cambia alleanze. In realtà, Renzi e i suoi ministri sanno che gli italiani non sembrano così aperti sull’adozione di figli da parte delle coppie gay, anzi sono contrari. E dunque marciano con lo stop and go, accelerazione e frenata. Obiettivo? Un buon compromesso, nella miglior tradizione democristiana. Repubblica sceglie questo argomento: “L’attacco della Cei alle unioni civili: famiglia esclusa”. Monsignor Galantino ha colpito ancora (da Lucia Annunziata a in Mezz’ora, Rai3). E tanti saluti. Altro? Giro di titoli. Il Messaggero anticipa la mossa di Renzi: “Manovra, Renzi pronto alla fiducia”. La Stampa è ferma alle notizie di ieri: “Manovra, scontro nel Pd sulle tasse”. Il Giornale fa un salto a Berlino, giusto per non dimenticare Frau Angela: “Volkswagen rischia il crac” (40 miliardi potenziali di risarcimenti chiesti dai grandi azionisti). Il titolo a reti unificate di Carlino-Nazione-Giorno s’è fermato in Vaticano e fa pure rima: “Unioni gay, Cei all’attacco”.  A proposito, qualcuno che si occupa di soldi? Il Sole 24Ore: “Tasi, Imu e proroga dei bonus: ecco tutte le novità per la casa”. Citofonate Bersani e C. Buona giornata.

 

 

Occhio alle cantonate. Parla il non-politico-politicante-non-candidato-candidato-a-tutto, Raffaele Cantone. Oh, tranquilli, non ha interesse a fare il sindaco di Roma, figuriamoci, rischiare qualcosa, lui, Raffaè. Non se n’è ancora ben tratteggiato il tipo umano, la supponenza da codice d’appalto, eppure da come parla è chiarissimo che lui è più in alto, sempre più in alto, Egli punta sempre più su. Eccolo, con Ezio Mauro, nella Chiesa del Progresso, seduto di fronte al Caminetto degli Illuminati, accolto e coccolato nel Cenacolo degli Intelligenti (a prescindere, sia chiaro), fare luce sul percorso della contemporaneità, illustrare con un colpo di pennello il futuro dell’Italiae ammonire, sollevare il dito, bacchettare, sentenziare: “Grave errore l’aumento del contante, troppi sali e scendi sull’evasione fiscale”. Raffaè, quanto è ormai scoperto il gioco tuo e dei replicanti che ti seguiranno: stare in un’Autorità (anticorruzione o altro con nome altisonante) appuntarsi lo stemma “indipendente”, tirarsi fuori dalla mischia politica, lasciare che gli altri sudino per conquistare palla e poi, lindo e splendente come un ragazzino vestito a festa, avvicinarsi alla zuffa e tirare un calcio sul fondoschiena al primo che capita. Poi allontanarsi lemme lemme (chi io? non faccio politica) e tornare con eleganza ad assestare un’altra pedata sullo stomaco del secondo che passa. Bravo, Raffaè, così si fa, questo è il copione da recitare alla Festa delle Idee di Repubblica a Pescara, la rappresentazione del tribuno 2.0: giovane ma non troppo, qualche ruga che simuli la sapienza, eloquio assertivo, rango da funzionario dello Stato, aura di legalità incorporata, ombra della polizia giudiziaria che ne precede il passo. Cantone è già maturo, gli manca solo il manifesto politico, Gabrielli (il prefetto-commissario di Roma) è in piena metamorfosi. Tanti cari auguri per le cantonate che prenderete.

 

La Ferrari a Wall Street. La quotazione parte mercoledì, FCA colloca sul mercato il 10 per cento del capitale. La società quotata si chiamerà RACE. Il prezzo previsto per azione oscilla tra i 48 e i 52 dollari. La richiesta fa segnare il tutto esaurito. Avvisate Maurizio Landini, il capo della Fiom, così al prossimo talk show racconterà anche questo fallimento di Marchionne.

 

La Cina cresce ma… Produzione nell’ultimo trimestre sopra le aspettative (6,9 contro 6,7 previsto) ma sotto il 7% e con i servizi che salvano il dato. Male manifattura e immobiliare. Parliamo sempre di un drago, ma con meno potenza di fuoco. (via Financial Times)

 

C’è vita a Chernobyl. Sarà anche tutto radioattivo, ma la zona piace alla volpe, all’orso e alla lince. Un team di ricercatori sta studiando il fenomeno. Le radiazioni? Ci sono ma l’effetto sugli animali non si vede. Articolo molto interessante sul Financial Times.

 

C’è un voto in Canada. Elezioni politiche molto combattute. Ce la farà il leader conservatore Stephen Harper a confermare il quarto mandato? (via Reuters)

 

19 ottobre. Lunedì nero a Wall Street. E’ la bolla del 1987.

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