Le leggende degli ebrei VI

Louis Ginzberg
Adelphi, 554 pp., 38 euro
Le leggende degli ebrei VI

A circa vent’anni dall’uscita del primo volume, Adelphi conclude la pubblicazione della monumentale opera di Louis Ginzberg. La curatrice Elena Loewenthal, nella nota introduttiva, si augura che lo studioso scomparso nel 1953 stia continuando a leggere la Torah “all’ombra di alberi sempiterni” nel Paradiso dei giusti. Da vivo fu un uomo pio: rabbino e filosofo, fu una figura importante dell’ebraismo conservatore e si guadagnò una laurea honoris causa a Harvard e scrisse molti libri. Potremmo citarne alcuni, ma è meglio concentrarsi sulla natura di questa specie di enciclopedia delle leggende ebraiche redatte con note sterminate e tratte, oltre che dalla Bibbia, da testi sacri meno noti della tradizione ebraica: haggadah della Mishnah, dai due Talmud, dal Midrash con qualche incursione nei testi apocrifi e persino nella letteratura cristiana antica. Note, apparati e fonti non traggano in inganno: questo classico centenario (uscì la prima volta a New York nel 1909) sembra la trascrizione dei ricordi narrati la sera intorno al fuoco da un vegliardo che sappia tutto della storia degli ebrei, come se vi avesse assistito, da Mosè fino alla regina Ester. Perché è scritto in modo semplice, diretto e chiunque può accedervi. Quindi, cosa c’è in questo librone di oltre cinquecentocinquanta pagine? C’è Giosuè il guerriero che non scorda mai di leggere il Deuteronomio, sempre pronto a motivare le disfatte con l’empietà di Israele e a chiedere perdono e consiglio al Dio geloso degli ebrei. Ci sono i giudici e Debora la profetessa, Sansone con le sue qualità umane: era altruista e straordinariamente forte. Qui è narrata la storia di Re Saul, vissuto al tempo di Samuele l’incorruttibile. Saul era bello, libero da peccato, aveva il dono della profezia e sapeva guerreggiare e regnare.
Notevole il capitolo su Davide, “l’Eletto del Signore”, con la sua complessa genealogia. Davide era caro ad Adamo, il quale gli donò bellezza e talento. Egli era anche straordinariamente forte e intelligente, tant’è che da umile pastore divenne Re di Israele. Breve vita ebbero gli agi di corte: sappiamo tutti qualcosa della leggenda di Golia, forse non che il gigante si presentò bardato da una pesante armatura e che il giovane Re lo sconfisse vestito da semplice pastore, usando tuttavia poteri magici.
Un capitolo è dedicato a suo figlio Salomone, il fondatore del Tempio salito al trono a soli dodici anni. Formidabile l’incontro con la Regina di Saba, che gli pone quesiti insoliti, degni di una Sfinge, al quale il più giusto dei Re risponde puntuale. Egli sposò una principessa egiziana tra molti onori e la festa di nozze fu celebrata lo stesso giorno della consacrazione del Tempio ebraico. Trasgredì alcune leggi, proprio come suo padre, e perciò fu punito, il che non gli impedì di essere il sapiente. Ci restano suoi ottocento proverbi e come giudice fu imbattibile: “Era talmente sicuro di sé che avrebbe pronunciato i suoi verdetti senza ricorrere a testimoni, se una voce dal cielo non lo avesse messo in guardia dal farlo”.
Il profeta Elia invece viene traslato in cielo senza l’intercessione dell’Angelo della Morte, che ingaggia con lui un duello da cui esce battuto. Da quel giorno, Elia “vive in eterno, siede, prende nota delle azioni degli uomini e registra le cronache del mondo”. Si potrebbe continuare a lungo, tra Giona nel ventre della balena e la Regina Ester, passando per molte altre storie strabilianti. Nelle quali, nonostante l’aura magica che le circonda, non mancano mai le tribolazioni del cammino umano, con i suoi errori e i molti peccati da espiare.


LE LEGGENDE DEGLI EBREI VI. DA GIOSUE' A ESTER
Louis Ginzberg
Adelphi, 554 pp., 38 euro

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