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lettere al direttore

Il gran discorso di Gualtieri contro l'antisemitismo, senza ambiguità

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - “Questa è l’eterna speranza nominata dalla parola eguaglianza: mai più inchini e prostrazioni, mai più adulazioni e servilismi, ma più altezza e eccellenza, mai più servi e padroni” (Michael Walzer, “Sfere di giustizia”, 1983). Quarant’anni dopo il filosofo americano è tornato su quella eterna speranza in un libro che andrebbe letto con attenzione dai leader delle sinistre egualitariste e “pauperiste” (“Che cosa significa essere liberale”, 2023). ««3Se un imprenditore di successo – scrive il professore emerito dell’Institute for Advanced Study di Princeton – può permettersi una vacanza più costosa della mia, la differenza di reddito non è un’offesa a un malinteso egualitarismo. Se invece può acquistare cure mediche a me inaccessibili, questo è ingiusto. Avere più soldi di un altro non è un crimine. Non si dovrebbe poter comprare un giudice, un senatore, o (auspicabilmente) armi ad alto potenziale offensivo, o cibi contaminati. E il mercato va certamente regolato”. Ma “non ho mai compreso – conclude – la critica della sinistra al consumismo, come se ci fosse qualcosa di sbagliato nel fare acquisti o nel desiderio di cose belle […] Mio padre gestiva una gioielleria e mi raccontò storie di famiglie di operai siderurgici che venivano a comprare una collana o un braccialetto per le loro figlie sedicenni: erano acquirenti orgogliosi. Una conquista che in troppi a sinistra non apprezzano”. Da noi spesso solo a chiacchiere, beninteso.
Michele Magno

 


 

Al direttore - Ho seguito la manifestazione contro l’antisemitismo in diretta streaming sul vostro sito. Ho visto migliaia di persone sfidare il freddo, a piazza del Popolo, e mi rallegro di questo. Ma quel che più mi rallegra è aver visto tutti, tranne un partito mi sembra, tranne Fratoianni e Bonelli, dare la propria adesione alla manifestazione. Non tutto è perduto.
Maria Attini

Molti interventi belli, intelligenti, seri. Bravo Nordio, brava Roccella, bravo Salvini. Ma bravo soprattutto Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, del Pd, che dopo aver proiettato sul Campidoglio, all’indomani del 7 ottobre, la bandiera della pace accanto a quella di Israele, come se non fosse sufficientemente chiaro che difendere Israele è l’unico modo per difendere la pace in medio oriente, martedì ha fatto un discorso molto bello, con cui si è lasciato alle spalle le ambiguità precedenti. Qualche passaggio, da apprezzare: “Siamo molto preoccupati e dobbiamo tenere alta la guardia. Roma è una città che ha conosciuto in misura drammatica gli orrori e le barbarie dell’antisemitismo, che hanno attraversato secoli di storia e che ottanta anni fa hanno toccato il punto più basso con la deportazione e lo sterminio degli ebrei. Roma ha conosciuto l’abisso dell’odio verso gli ebrei e deve tenere alta la bandiera del contrasto contro ogni forma di antisemitismo. Siamo in una fase difficilissima di un conflitto drammatico. Abbiamo assistito a un atto di brutalità che rimarrà nei libri di storia: l’attacco terribile di Hamas del 7 di ottobre. L’attentato ha colpito e deve colpire le coscienze di tutti noi. Aver visto il brutale sterminio e il rapimento di ebrei, colpevoli solamente di essere ebrei, ci fa dire a tutti noi che non possiamo essere indifferenti. E’ antisemitismo le svastiche, la cancellazione delle Pietre d’Inciampo, gli orribili volantini che sono stati trovati, gli episodi terribili che oggi attraversano le piazze e le strade d’Europa e nel mondo, ma è antisemitismo anche non riconoscere il diritto d’Israele ad esistere in sicurezza e in pace. E noi dobbiamo essere netti e intransigenti su questo punto. Israele è una società democratica e ha opinioni diverse al suo interno; come in tutto il mondo ci sono opinioni diverse sul grande tema di come dare una patria al popolo palestinese, ma non c’entrano nulla con il negare il diritto all’esistenza e alla sicurezza d’Israele, con l’aggressione e gli attentati agli ebrei perché tali. E’ un crimine, non solamente contro gli ebrei o contro Israele, ma è un crimine contro l’umanità e spetta a noi denunciarlo e contrastarlo ogni volta che si ripete, in ogni sua forma. Non possiamo essere indifferenti, dobbiamo sentirci protagonisti di una battaglia di civiltà e solamente vincendola possiamo dare anche una prospettiva al popolo palestinese. Non c’è nemico più grande per la causa palestinese di chi decide di costruire un’azione terroristica permanente e sistematica contro Israele e di negare la prospettiva di due popoli due stati”. E ancora: “Hamas non può essere confuso con chi sostiene la causa palestinese: Hamas è nemico, d’Israele e della causa palestinese. Dobbiamo costruire un’unità larghissima su questo. Dobbiamo essere uniti e solidali con tutti gli ebrei aggrediti e minacciati, iniziando dalla nostra Comunità ebraica, che è parte integrante della storia di Roma. Dobbiamo essere presenti ed essere vigili. Grazie della manifestazione, a noi il dovere di portare questi valori e princìpi ogni giorno in una politica attiva della memoria, di contrasto, di solidarietà internazionale. Condannare ogni forma di antisemitismo e, quindi anche di antisionismo, e difendere Israele è l’unica condizione per costruire la pace”. Ben detto, caro sindaco.

 


 

Al direttore - Preoccupati per il declino demografico  un gruppo di senatori del M5s (Pirro, Mazzella, Patuanelli, Castellone, Damante) ha presentato, all’articolo 50 del disegno di legge di Bilancio,  un emendamento  che intende andare alla radice del fenomeno della denatalità attraverso  l’istituzione del Fondo nazionale per la vulvodinia e per la neuropatia del pudendo. Il fondo  ha una dotazione finanziaria di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2024-2025 e di 2 milioni di euro per il 2026. 
Giuliano Cazzola
 

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