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Il Pd tiene ancora alle primarie? Della Gherardesca Genius!

Le lettere al direttore Claudio Cerasa del 4 giugno 2021

    Al direttore - Sbaglio o questa sessione elettorale verrà ricordata anche come la sessione elettorale in cui il Pd ha deciso di sbarazzarsi delle primarie?
    Luca Martini

    Mettiamo tutto in fila. A Napoli, il Pd ha scelto di non fare le primarie (verrà candidato, senza gazebo, l’ex ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi). A Milano, il Pd sosterrà il sindaco attuale Beppe Sala (è il sindaco uscente, certo, ma il Pd ha spesso celebrato primarie anche per gli amministratori uscenti, e lo ha fatto anche con Michele Emiliano nel 2020). In Calabria, il Pd le sta tentando tutte per non farle. A Roma, il segretario del Pd dice che il candidato del centrosinistra, per la Capitale, è Roberto Gualtieri (Gualtieri vincerà con ogni probabilità le primarie del 10 giugno, ma le primarie devono essere ancora fatte). A Torino, più o meno è la stessa storia, con le primarie usate per ratificare ciò che il partito ha di fatto scelto (Lo Russo). Le uniche primarie da osservare con attenzione, vere, saranno quelle di Bologna, che si terranno il 20 giugno, tra Matteo Lepore (Pd) e Isabella Conti (Italia viva), e saranno interessanti per capire non tanto cosa intende fare il Pd delle primarie (butta male) quanto se Bologna potrà trasformarsi in un’occasione per dare nuovo appeal ai progetti centristi (che in ogni caso, a livello elettorale, passano non da uno scontro con il Pd, ma da una convergenza, da un percorso comune). Domanda scontata: caro Pd, ma siamo sicuri che alle primarie ci tieni ancora?

     

    Al direttore - Le chiedo un consiglio per la mia vita personale. Finora, finanziariamente, ho scialacquato tutto il possibile in arte, alberghi, ristoranti e, ovviamente, mode francesi. Per un attimo ho pensato di aver fatto male: che cosa ne sarà di me da anziano? Avrò mai i soldi per andare in pensione in Kerala e potermi pagare cure mediche private negli Emirati? Fortunatamente, però, oggi ho scoperto di essere un genio della finanza e dell’economia: pare che un partito politico italiano voglia tassare di più gli individui con un patrimonio superiore ai cinque milioni di euro per dare delle doti da 10.000 euro ai diciottenni. Quanto sono fortunato a essere pieno di debiti!!! Certo, sono abbastanza contento che il commercialista non mi chiederà ulteriori soldi che andrebbero a finanziare le scarpe da ginnastica e la marijuana della stragrande maggioranza dei diciottenni. Ma la cosa che mi rende più felice è che non avrò ulteriori tasse che andrebbero verso quella minoranza di diciottenni talmente cattiva, secchiona e scaltra da non sputtanare quei 10.000 euro, quella nicchia di parsimoniosi e determinati che andranno a studiare all’estero per poi trovare lavoro in colossi del capitalismo come JP Morgan o Blackstone (inculando metaforicamente lo stato assistenzialista). Nulla contro il capitalismo eh, vorrei solo evitare la beffa di dare soldi a una persona che a breve sarà molto più ricca di me, oltre al solito danno di pagare tasse oltre il 43 per cento. Cordiali saluti dall’Area C di Milano.
    Costantino della Gherardesca

    Genius.

     

    Al direttore - Il vostro editoriale sulla plastica di ieri è assolutamente condivisibile. Lo spirito della Sup (single use plastic) dell’Unione europea va nella giusta direzione e sarebbe stato meglio agire per tempo per condizionarla. Ma non tener conto delle nuove frontiere tecnologiche della chimica verde in cui siamo impegnati, dell’industria del riciclo o della diffusione in Italia del compostaggio, con il record mondiale di Milano con la raccolta dell’umido estesa a tutta la città non aiuta certo le politiche ambientali. Giusto anche il riferimento ai ritardi sulla via della mobilità elettrica come esempio di una resistenza sbagliata e controproducente. La transizione verde vede spesso l’Italia e le sue imprese in posizioni avanzate. E in ogni caso in grado di affrontare le nuove sfide con i cambiamenti necessari: vale anche per la nostra importante industria del packaging. A proposito, nella Giornata mondiale della bicicletta, vorrei ricordare che siamo in Europa i primi nell’export di biciclette e esportiamo il 53,9 per cento delle selle a livello mondiale. Come racconta la Fondazione Symbola nei suoi 10 selfie. Buon lavoro.
    Ermete Realacci
    presidente Fondazione Symbola