Colpi di genio

Mariarosa Mancuso

Amy Schumer sbarca sulla tv italiana tradotta, e non fa lo stesso effetto. Gli sketch memorabili.

Arriva in ritardo, arriva doppiata, ma arriva con gli episodi che l’hanno fatta diventare di culto. Arriva su Comedy Central, il martedì alle dieci di sera. Se siete finora riusciti a non cercare su internet gli sketch più celebri di Amy Schumer (per i fan della prima ora, appartengono alla terza stagione) ora non avete più scuse. Quanto al doppiaggio, vabbè, noi siamo contro, anche un po’ stufi di sentire discorsi sui bambini meno fortunati di noi che non sanno le lingue, e sul pubblico che fugge quando vede i sottotitoli. Va detto che qui la comica più bionda d’America è sopportabile – meglio il fuori sincrono delle battute che non fanno ridere, come son meglio le traduzioni in prosa delle traduzioni in rima – ma appena parlano gli ospiti dello show si sentono cose come “non vivo nel bel mezzo del nulla”.

 

Tra i pezzi da antologia di “Inside Amy Schumer” troviamo “Coach Thompson”: il nuovo allenatore della squadra sotto lo schema di gioco scrive sulla lavagna “niente stupri”. Prima i giocatori ascoltavano in religioso silenzio, ora alzano la mano e chiedono precisazioni. “Nemmeno in trasferta? Nemmeno se lei è vestita da gattina? Nemmeno se lei è vestita da coccinella sexy? Nemmeno se lei mi ha detto sì e poi ha cambiato idea? Nemmeno se mia madre procuratore generale insabbia la denuncia? Nemmeno se vedo uno stupro e riprendo la scena con il cellulare?”. Insultano il coach anche le vecchiette della casa accanto: “Come festeggeranno i nostri ragazzi?”.

 



 

Altro colpo di genio, “The Last Fuckable Day”, ovvero “L’Ultimo Giorno Scopabile”. Tina Fey e Patricia Arquette festeggiano Julia Louis-Dreyfus (alla Casa Bianca come Selina Meyer nella serie “Veep”, con endorsement di Hillary Clinton che nel 2013 si dichiarava fan; venne fuori poi che non aveva visto neppure una puntata, il suggerimento arrivò da un amico, un assistente fece ricerche e scrisse il bigliettino). La ricorrenza tocca solo alle donne – per i maschi non è prevista, anche se i vispi spermatozoi con paracadute visti in “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso” di Woody Allen sono ormai “ragnetti bianchi”. Era da poco andato in onda lo sketch, quando Maggie Gyllenhaal – la ragazza che in “Secretary” di Steven Shainberg faceva coppia sadomaso con James Spader – fu dichiarata “non scopabile”. Al cinema, perlomeno: per lei erano rimaste libere solo parti da mamma (o da moglie di Babbo Natale). “Tu sei quella che in televisione parla sempre della sua passera?” chiedono le altre attrici. Sicuro, è lei. E’ anche quella che – quando gli sketch finiscono e sale sul palco da cabarettista, “Inside Amy Schumer” è imparentato con Seinfeld e con “Louie” – stabilisce la regola, per l’amore ai tempi di WhatsApp: “Bisognerebbe fidanzarsi solo con chi usa la stessa dimensione di caratteri sul cellulare”.

 

Bionda e rotondetta, due solide gambe in bilico sui tacchi, non si lascia scappare nessuna volgarità. “Amo i carlini” è la sua risposta a un giovanotto che manda foto in stile Anthony Weiner (sul personaggio Elyse Sternberg e Josh Kriegman hanno girato un documentario, uscito in scelte sale americane pochi giorni fa e recensito con otto palle su dieci). “Erezione ragionevole” è il titolo italiano scelto per lo sketch in bianco e nero, sulla falsariga del film “La parola ai giurati” di Sidney Lumet. Lì il dibattito era attorno all’innocenza o alla colpevolezza dell’imputato. Qui si discute invece se Amy Schumer è abbastanza gnocca per avere un suo programma in tv.

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