Scorretto e santo

Non esiste il politicamente corretto, ma esiste il politico che agisce inventando, senza essere corrotto.

10 Agosto 2016 alle 06:22

Scorretto e santo

Dicono che Donald Trump sia, sotto sotto, tanto sotto da schizzare sopra, in combutta con quei bastardi di razzisti, che un tempo se la prendevano con i neri e ora con i bianchi, accusati di prendersela troppo poco con i neri. E’ il loro momento, stanno arrivando da tutto il mondo pelli colorate che eccitano in modo irrefrenabile. Vero, falso, scorretto, corretto, scorrevole? Chissà, staremo a vedere, i nazisti mi fanno orrore. L’epopea del politicamente corretto e del suo fratello scorretto va chiarita. Se non una volta per tutte – il che è impossibile, considerata la natura delle cose umane – almeno per qualche annetto; poi la storia della storia provvederà a confondere nuovamente tutto e via da capo a cercare di mettere al suo posto quel che in realtà appare del tutto incorreggibile. Dico la mia, ma non so quanto corretto io sia e quanto scorretto, capita infatti che i corretti siano scorretti e viceversa; e i corrotti? Sono corretti i corrotti o sono corrotti i corretti? Sono la stessa cosa?

 

Chiariamo subito, stringete le cinture cari lettori: il politico è per sua intrinseca e irrinunciabile dote e virtù scorretto, se no sarebbe corrotto. I politici di qualsiasi natura, noi tutti, appartenendo alla polis, qualsiasi cosa di grande e di buono facciamo è quando agiamo scorrettamente, ovvero senza che nessuno ci imponga delle correzioni; il politico è inventore. Se corretti da qualcun altro, e spesso accade, diventiamo corrotti, esecutori che non operano secondo il volere del popolo e del proprio desiderio. Non esiste il politicamente corretto ma solo il politico che agisce tenendo a volte conto di certi suggerimenti, ma agendo scorrettamente, ovvero secondo il proprio desiderio e natura. Il politico scorretto è il santo politico, mentre il politicamente corretto è un miserabile servo, che arriva fino al sicariato. Accettando la correzione dell’altro e non la spinta del proprio cuore si diventa corrotti, per pochi o tanti denari, per timore o servilismo, ci si fa schiavi dell’altro, il corruttore.

 

Per corretto, politicamente e non solo, in genere s’intende un pirla che la mena con quel luogo comune caro a Flaubert fino ad asfissiarci, al punto che solo un po’ di fetore può regalarci un momento di salute. Nell’Educazione sentimentale Flaubert addirittura lo indicava nel simpatico millantatore Arnoux, mentre la purissima moglie dell’imbroglione da Frédéric tanto amata odorava di squisite essenze al punto di rimbecillirlo. Meglio uno scoreggione che un professorone, in mille salse ci avverte nei suoi simpatici libri l’arguto William Hazlitt amico di scorrettissimi personaggi quali Keats, Coleridge, Stendhal, anime fluttuanti, buone e pronte a mischiarsi con chiunque, ad abbracciare la strega come la santa, i neri, i bianchi, i galli, i sifilitici. Io stesso sto scrivendo come uno scoreggione vacanziere, periodo dell’anno che peraltro detesto, salvo detestarmi al pensiero di detestare degnissimi lavoratori in cerca di riposo. Ultimamente amo Michelle Obama perché si veste come una marziana, fa parte del clan dei cari pazzerelli e le figlie fanno casino e sono magnifiche.

 

Poi ci sono gli incorreggibili, che la brava gente adora in quanto grandi artisti fuori di testa. Clint Eastwood è del tutto imprevedibile e imprendibile, il suo endorsement per Trump è un colpo di teatro di gran livello e lui merita un plauso generale qualsiasi cosa faccia, anzi, è proprio quel “qualsiasi” a determinare la grandezza della cosa. Disprezzo invece chi ammazza in nome di Allah o di Dio, perché è fighetto e corretto ammazzare in nome di un altro, è sicariato, robetta da miserabili. Troppo comodo. Nella campagna senese ho appena incontrato un asino e volevo tanto essere lui al punto che l’ho chiamato Umberto, e ha ragliato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi