Balotelli e le chiacchiere da bar sport

Poche storie, il ritorno di Balo in Nazionale è il tema da bar. Caffè più o meno macchiati fanno da contorno alle domande. Se la merita, una nuova chance? I colpevolisti non hanno dubbi, lui è l’unico che non paga mai il conto.

11 Novembre 2014 alle 17:23

Balotelli e le chiacchiere da bar sport

Poche storie, il ritorno di Balo in Nazionale è il tema da bar. Caffè più o meno macchiati fanno da contorno alle domande. Se la merita, una nuova chance? I colpevolisti non hanno dubbi, lui è l’unico che non paga mai il conto. Se sbaglia (e sbaglia spesso), poi va via e finisce per guadagnare ancora di più, grazie a un nuovo allenatore illuso, come quelle mogli o quei mariti pluricornuti che ancora pensano “io ti cambierò”. Così Mino Raiola è diventato in poco tempo il re del tassametro sulla tratta Milano-Manchester-Milano-Liverpool.  E lui, al momento, è un ragazzo molto più ricco che vincente. Poi ci sono i moralisti, quelli che ancora parlano (inguaribilmente romantici) di meritocrazia. E Okaka, allora? E Destro? Bravi ragazzi, che si fanno un discreto mazzo e rimangono invece a casa. E la crisi economica? E il buon esempio da dare al paese? Segue dibattito. Gli avvocati difensori sembrano piuttosto in ribasso. Il partito del “Why Always Me?”, dell’integralismo laico. Quelli che chiedono di valutare Mario solo in campo, possibilmente con benevolenza. La vita privata è un diritto inalienabile anche per un miliardario, dicono. Si può andare in discoteca a Londra anche dopo aver perso col Chelsea l’ennesima partita e uscire alle 4 e mezza di mattina. Non c’è scandalo. Che poi, detto tra noi, sarebbe stato decisamente più furbo convocare a casa le dieci pischelle più sexy di Liverpool e organizzare una partita a Risiko, a Taboo o qualunque altro gioco di società ti venga in mente. Ma, lo sapete, Mario sui luoghi comuni e sulle critiche ci surfa, se le beve, con il piacere insuperabile di essere provocatorio, controverso e divisivo. Se ne frega, parecchio. Con i soldi in tasca, il successo e la convinzione che molti di quelli che lo insultano in fondo vorrebbero essere come lui. Il conto delle occasioni perdute, semmai, arriverà più avanti. Sgradito anche ai tifosi del Liverpool, in fila a barattare la sua maglia con quella di qualche vecchia gloria (Fowler o Owen, Rush o Dalglish) Antonio Conte, a sorpresa, gli dà ancora una chance.  E noi lì a tifare.

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