Scalfari voterebbe Cav. e chiama Strasburgo

Il Fondatore di Rep telefona alla Corte europea per essere certo che Berlusconi si possa candidare. Milani lo intercetta

Scalfari voterebbe Cav. e chiama Strasburgo

Eugenio Scalfari (foto LaPresse)

Come cronista del Foglio mi dispiace rendere pubblico un atto coperto da segreto istruttorio. Però lo faccio. Trattasi di una telefonata del direttore Eugenio Scalfari alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, e intercettata dalla procura di Trani (come è giusto). Si sta valutando se ci siano ipotesi di reato. Per me no. Ecco il contenuto del colloquio trascritto non bene, ma benissimo, da un brigadiere dei carabinieri forestali in pensione che per carenza di personale fa il volontario alla centrale di ascolto a Trani.

 

Scalfari: “Pronto, Corte che deve decidere se Berlusconi è eleggibile o no?”.

Moscovici: “No, qui è un altro settore, quello che manda le lettere ai governi se le Finanziarie non vanno bene”.

Scalfari: “Allora scusi”.

Moscovici: “Le do il numero di casa del giudice che decide oggi per il Berlusca, è mio zio”.

Ricevuto il numero, Scalfari chiama. Alle 14.30 il giudice è già a letto. “Vostro onore, sono il già direttore di Repubblica…”.

Giudice: “Che piacere, sto leggendo adesso il suo quotidiano, è molto bello con il carattere tipografico barocco”.

“La disturbo per chiederle se può aiutare Berlusconi a tornare come candidato…”.

“Perché, non può?”.

“Ma scusi, non è al corrente della situazione?”.

Giudice: “No, scherzo, so tutto! E, caro Eugenio, per me Berlusconi è un perseguitato dalla giustizia italiana e ho già deciso da tempo: per me è super candidabile, e a voi italiani conviene votarlo”.

Scalfari: “Meno male, la pensa come me. Sa, noi non ci rendevamo conto che in fondo Silvio è tutto sommato cento volte meglio di Salvini e Grillo”.

Giudice: “Finalmente vi siete svegliati, Silvio è l’unico che può contrastare le spinte antieuropee. Mica per niente lo abbiamo invitato come ospite d’onore al convegno del Ppe che si è svolto a La Valletta…”.

“Ma scusi. lei è del Ppe?”.

“Certo, da sempre!”.

Scalfari: “E non sarebbe conflitto d’interessi?”.

Giudice: “Ma quale conflitto d’interessi e balle varie, guardate a casa vostra che i giudici sono tutti comunisti”.

Scalfari: “Ok, ok, però adesso mi preme un’altra questione”.

“Dica!”.

“Lei mi garantisce che rimuove l’impedimento a Silvio di candidarsi?”.

Giudice: “Le ho già detto di sì! Sia Macron sia Merkel mi hanno telefonato per fare così. E non è interferenza in quanto avrei fatto così comunque”.

Scalfari: “Può telefonare a Juan Carlos?”.

“Per dirgli cosa?”.

“Per dare l’amnistia al presidente catalano”.

Giudice: “Ok, chiamo adesso”.

Scalfari: “Senta, un’altra cosa: si potrebbe fare in modo che in Italia ci sarà un governo a guida Gentiloni bis con Renzi alla Farnesina?”.

Giudice: “Sì, stiamo lavorando per questo e Berlusconi appoggia tale esecutivo con 150 dei suoi 350 deputati”.

Scalfari: “Lei chi metterebbe come ministri in quota Forza Italia?”.

Giudice: “Per me quello che mi dice il presidente Tajani oggi in mensa va bene”.

Scalfari: “Perché, si vede in mensa con Tajani?”.

Giudice: “Sì, e allora?”.

Scalfari: “Ma non è conflitto d’interessi?”.

Giudice: “Ma basta con questa storia! Anche di recente dovevate mettere Lippi in Nazionale, poi siccome il figlio di Lippi fa il procuratore di alcuni calciatori avete buttato in piedi il conflitto d’interessi. Vi fate scherzare da tutto il mondo!”.

Scalfari: “Infatti la penso come lei, il conflitto d’interessi esisterà sempre, non è che un figlio di prefetto della Repubblica va a fare il bracciante agricolo…”.

Giudice: “Infatti!”.

Scalfari: “Allora siamo a posto?”.

Giudice: “Tranquillo, è tutto già deciso”.

Scalfari: “Posso fare qualcosa per voi non in conflitto d’interessi? [ride]”.

Giudice: “Se può direttore mi saluti tanto la ministra Boschi”.

Scalfari: “Ok, le telefono adesso per dirle questo”.

Giudice: “Le dica pure che è la più bella ministra di tutta Europa”.

Scalfari: “Certo! Allora grazie. Ah scusi, per quanto riguarda il nuovo stadio della Roma, lei dà parere favorevole?”.

Giudice: “Certo! Anzi fatene due, uno per la Lazio”.

Scalfari: “E l’Olimpico?”.

Giudice: “Regalatelo alla Fao, loro lo mettono all’asta e il ricavato lo mandano all’Onu”.

Scalfari: “Può fare qualcosa perché Berlusconi non venda Mediaset a Vivendi?”.

Giudice: “Sì, ho già fatto! Rimane tutto così”.

Scalfari: “Senta, a questo punto mi iscrivo anche io al Ppe…”.

Giudice: “Telefono all’on. Rotondi per farle avere la tessera”.

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