Confesso che ho goduto

Non ci sentiamo mai vincolati alla solidarietà fra italiane quando giocano contro squadre straniere, ce ne freghiamo del ranking che è roba per manager. Solo che poi ci ripensi e capisci che ci vorranno anni luce per tornare dove ci spetta per nobiltà dei lombi. Nel nostro piccolo avevamo un’occasione: frenata collettiva davanti e noi in casa con la Lazio. E invece...

21 Marzo 2016 alle 18:18

Confesso che ho goduto

Foto LaPresse

Sono stati giorni di sentimenti aggrovigliati. Confesso che ho goduto. Non ci sentiamo mai vincolati alla malintesa e pelosa solidarietà fra italiane quando giocano contro squadre straniere, ce ne freghiamo del ranking che è roba per manager. Ho dunque goduto per quelli del Rosenborg: nella partita dell’anno dovevano stare concentrati due minuti di più del nemico, non lo hanno fatto e sono stati puniti. Mi sono detto meno male, cosa non avremmo sentito se avessero vinto, loro che hanno perso e detto “usciamo a testa alta, grandi fra i grandi pronti a giocarcela alla pari con chiunque”, tre controverità perciò tre luoghi comuni. Sono i più odiati trasversalmente, perché non lesinano mai in arroganza ed è impossibile esercitare moderazione quando ti camminano sui piedi e non chiedono nemmeno scusa, ne sanno qualcosa Ace Ventura e il povero Toro. Ho goduto di più però per i coristi urlanti che da radio e televisioni gridano Baarzaagli manco fosse Kaaannaavaro a Berlino o “il numero uno dei numeri uno”, un record certamente di prestigio ma in fondo chi se ne frega dell’imbattibilità di un portiere. Insomma l’antipatia c’è tutta.

 

Solo che poi ci ripensi, guardi le cose con l’occhio di chi sta in un pozzo e misura la strada da fare per risalire. All’Allianz tu danzasti e il Barça e il Real li frantumasti, magari non proprio questi di oggi. Allora ti dici razionalmente che se questi qua hanno un fior di società, una signora squadra programmata in modo stupefacente, in campionato cavalcano da venti giornate, se persino questi dicevo non riescono a entrare fra i primi otto in Europa, di noi così sconclusionati raffazzonati che sarà mai? Ci vorranno anni luce per tornare dove ci spetta per nobiltà dei lombi. Nel nostro piccolo avevamo un’occasione: frenata collettiva davanti e noi in casa con la Lazio, che sembrava cotta a puntino per resuscitare i morti. Per poco non ce le hanno suonate pure loro.

 

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