Cartellone

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04/12/2019

di Luca Fiore Domenico Theotokópoulos è uno di quei pittori la cui mano è riconoscibile tra mille. Basta uno sguardo per dire: “El Greco!”. Una voce inconfondibile, forse perché arrivata da un’isola lontana o perché frutto di una particolare grazia concessa dagli dei. Originale, quasi al confine dell’eccentrico. Un’urgenza pittorica che ricorda, per ombre e improvvise luci, quella di Tintoretto. Una fantasia sinuosa, priva di prudenti equilibri, che anticipa certe traiettorie impossibili del Barocco. Ed ecco che la sua arte...

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