Elogio della traduttrice che con un colpo di genio silenzioso ha spiegato a tutti l’intraducibile nave dei folli su cui naviga Trump

Maurizio Crippa

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Maurizio Crippa

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18/10/2019

S i chiama Elisabetta (la chiamano così su Twitter, ammesso che non mentano, as usual), Elizabeth in traduzione simultanea, la magnifica signora, la brava professionista che lavora come traduttrice al Quirinale e che mercoledì nello Studio Ovale ha inventato, eroina per caso o fata buona delle parole, un modo nuovo, a prova di barriere linguistiche, per comunicare a tutti l’indicibile. Il non comprensibile. Il non traducibile. Una lectio magistralis, keynote address in traduzione, su come rendere chiaro a tutti che...

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