La chimica delle parole e una luce mozartiana negli elzeviri di Primo Levi

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17/09/2019

U n uomo totale, secondo Laura Mancinelli. Un nonno ideale per Domenico Starnone. Un portatore di luce ilare, a detta di Michele Rago. Chi si è occupato de “L’altrui mestiere” – il libro più bizzarro e acuto di Primo Levi (e questo è Marco Belpoliti) – non ha potuto evitare di sottolineare la vasta prospettiva, l’affabile onniscienza e la gaiezza enciclopedica di quegli elzeviri, scritti tra il 1964 e il 1984, pensati dalla prima all’ultima riga con generosità di orizzonte,...

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