Paradigma Tempa Rossa

L’eutanasia dell’Oil & Gas per volere del M5s con la Lega complice

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06/06/2019

L’opposizione del Movimento 5 stelle al settore degli idrocarburi non è una novità, così come non lo è la complicità della Lega nel lasciare che il governo proceda a seminare incertezza regolatoria e operativa per le compagnie estrattive nazionali ed estere. Tuttavia ieri l’ideologia applicata all’economia reale ha raggiunto vette altissime. Ieri è stato dato risalto alla notizia che nella seduta del 15 maggio il Cipe aveva respinto la richiesta di proroga della dichiarazione di “pubblica utilità” presentata dalla francese Total per lo sviluppo delle opere del progetto Tempa Rossa per procedere all’estrazione di idrocarburi in Basilicata insieme all’inglese Shell e alla giapponese Mitsui. La deputata lucana del Movimento 5 stelle, Mirella Liuzzi, ha cavalcato la decisione: “Un altro tassello messo a segno dal governo Conte contro un modello di società basata sull’energia fossile”. Ma di che tassello si tratta? Non dichiarare di “pubblica utilità” Tempa Rossa avrebbe l’effetto di rendere più onerosi per la compagnia gli espropri di terreni, peccato però che siano già completati. Saranno più lunghi i tempi per realizzare i lavori non terminati, e in particolare quelli di collaudo degli impianti e dell’oleodotto che porta alla raffineria di Taranto. Se il risultato cercato dal governo è quello di fermare un investimento da 1,6 miliardi di euro – uno dei più grandi su territorio italiano – probabilmente ci è riuscito. Non solo. Il risultato sarà quello di fermarne molti altri: l’incertezza regolatoria è massima. Come ha fatto notare il comitato No Triv – più realista di Liuzzi – è stato il governo Renzi (2016) ad avere cancellato la “strategicità, urgenza e indifferibilità” delle opere nel settore petrolifero-estrattivo. In seguito il governo Conte (2018), su spinta del M5s e con la complicità della Lega, ha peggiorato la situazione con il decreto cosiddetto blocca trivelle, che comporta un aumento dei costi per le concessioni estrattive e ferma per un anno e mezzo i progetti già in corso, i quali potranno essere bloccati successivamente. L’eutanasia di un settore industriale è compiuta.