Grassi (M5s) spiega perché ora serve una riforma del Csm, “con il sorteggio”

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Valerio Valentini

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06/06/2019

Roma. Ugo Grassi non ha dubbi: “La magistratura saprà reagire allo scandalo del Consiglio superiore della magistratura, saprà trovare al suo interno gli anticorpi necessari”. Ne è convinto il senatore del M5s. Ne è convinto anche perché, dice, “la mia certezza è ispirata dalla posizione di Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica ha perfettamente ragione nell’auspicare un profondo cambiamento in seno al Csm. D’altronde il capo dello stato è una persona sempre estremamente equilibrata”.

E non è scontato sentirlo dire da Grassi, queste parole che in altri casi apparirebbero quasi di circostanza: l’omaggio dovuto di un parlamentare al capo dello stato. E invece no, in questa circostanza è diverso. “Volete mettere il dito nella piaga?”, s’irrigidisce lui, consapevole dove il discorso vada a parare. Fu Grassi, poco più di un anno fa, a preparare il testo per l’impeachment di Mattarella, colpevole di avere stoppato la nomina di Paolo Savona a ministro dell’Economia.

“Anche in quel caso – precisa Grassi, professore all’Università Parthenope di Napoli reclutato da Luigi Di Maio nel 2018 tra le “supercompetenze” dopo una lunga militanza da attivista grillino – non mettevo in dubbio il suo equilibrio”.

Ma ne chiedeva la messa in stato d’accusa, imputandogli il reato di alto tradimento.

“La vicenda fu molto più complessa di com’è stata raccontata. E in ogni caso, le opinioni possono cambiare”.

Veniamo al merito dei fattacci di questi giorni, questo mercato delle nomine in seno al Csm.

“Non ho approfondito molto, mi sono limitato a leggere quel che riportavano i giornali. Se volete, però, posso darvi una opinione da giurista”.

Ce la dia, senatore. Che impressione le fanno le notizie sui fattacci del Consiglio superiore della magistratura?

“Una brutta impressione, non c’è dubbio. Quella di subordinare le scelte del Csm a logiche spartitorie e correntizie è una brutta abitudine. Sono dinamiche da vecchia politica”.

Contro le quali, però, il governo non sta facendo granché. Voi del M5s proponevate una riforma ambiziosa. Cito dal vostro programma: “Rivedere le norme che attengono alla nomina della componente elettiva dei membri del Csm e intervenire per scoraggiare le pratiche spartitorie delle nomine degli uffici direttivi basate sull’appartenenza alle correnti”.

“Condivido in pieno: bisogna agire in quella direzione”.

Perché non lo si fa? Che ne è stato di quella riforma?

“Come molte altre riforme, meriterebbe una accelerazione”.

Dicevate di volere introdurre il sorteggio per scegliere i consiglieri laici.

“Sì, un sorteggio ristretto a partire da una rosa di autocandidati aventi però i dei curriculum adeguati, con tutti i requisiti previsti dalla legge. Mi sembra una soluzione assolutamente ragionevole per scoraggiare le commistioni tra politica e magistratura”.

Non se ne è fatto niente.

“Ripeto: bisognerebbe accelerare”.

Non è che voi del M5s, che tanto vi siete battuti contro i veri o presunti privilegi della “casta” politica, siete più indulgenti verso i malcostumi della magistratura?

“Io sono sicuro che la magistratura sia un corpo sano dello stato, che potrà trovare al proprio interno la forza per correggere queste storture e riscattarsi”.

C’è però chi propone soluzioni drastiche, come lo scioglimento di questo Csm.

“Io sono sempre contrario a riforme fatte contro i riformati, o quantomeno senza il loro coinvolgimento”.

Ma è anche vero che spesso Palazzo dei marescialli è sembrato insensibile alle critiche, alle sollecitazioni di riforma. Non c’è una chiusura un po’ corporativista del Csm?

“Le decisioni calate dall’alto non sono mai utili: io sono sicuro che la magistratura saprà reagire”.

Valerio Valentini