Quel razzista di Twain

Giulio Meotti

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Giulio Meotti

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27/03/2019

Roma. Mark Twain trascrisse tabù e pregiudizi caratteristici della società sudista prima della guerra civile americana, ironizzandovi, esponendoli al ridicolo, mostrandone la durezza, tranciandoli col riso, il burlesco, l’umorismo velato di nostalgia, il sarcasmo. Nacque così il romanzo considerato da molti il più grande capolavoro della letteratura americana, “Le avventure di Huckleberry Finn”. E’ famoso il giudizio di Ernest Hemingway: “In America non c’era niente prima, e non c’è più stato nulla di così buono dopo”. Ma non abbastanza buono...

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