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Toninelli in retromarcia

20 Marzo 2019 alle 09:31

Il ministro predica l’auto elettrica ma compra Suv. Benvenute contraddizioni

La contraddizione di Danilo Toninelli, che da ministro incentiva i motori elettrici e da automobilista acquista un Suv diesel, è la prova che il dirigismo tecnologico non funziona o funziona a spese dei consumatori. I provvedimenti varati dal governo in tema di mobilità, oltre a incentivare le vetture elettrificate, tassano quelle che emettono determinati valori di Co2, come la Jeep Compass – prezzo di listino: 25.900 euro, quanto la più basilare utilitaria elettrica – che la famiglia Toninelli ha acquistato l’anno scorso, contribuendo a svecchiare il parco circolante saturo di automobili con un’anzianità di oltre dieci anni. “Dobbiamo fare capire a chiunque vuole comprare una macchina che è vero che ci sono vetture meno inquinanti, ma comunque inquinanti, e vetture con impatto zero”, ha detto il ministro alla giornalista del Tg2 Motori che lo ha intervistato. Tralasciando l’imprecisione sull’impatto inquinante zero delle auto elettriche, l’esperienza della famiglia Toninelli dimostra che gli argomenti usati dallo stesso ministro non bastano a convincere gli automobilisti sulla convenienza della mobilità elettrica, limitata da caratteristiche che l’industria, con i suoi investimenti, sta cercando di superare. Come il ministro, tutti gli automobilisti dovrebbero essere messi nelle condizioni di scegliere quali motori si adattano meglio alle proprie esigenze, anche quelli che non possono permettersi l’elettrico e neppure di pagare l’ecotassa, che per la Jeep Compass è pari a mille e cento euro. Guardando ai numeri, puntare il dito contro il diesel è controproducente anche per l’inquinamento. Negli ultimi due mesi, in Italia, al calare delle immatricolazioni di motori a gasolio è corrisposto un aumento complessivo della Co2 media delle nuove auto vendute. Ripensare il meccanismo del bonus-malus, come ha suggerito anche Dario Galli, viceministro dello Sviluppo economico della Lega, magari rendendolo neutro dal punto di vista tecnologico, potrebbe essere una buona idea per la qualità dell’aria, per sostenere le vendite, e anche per tutelare la libertà di scelta delle famiglie, come quella di Toninelli.

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19/03/2019

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