Scacchi da matti

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29/06/2019

I n genere giocando non si parla, ma talvolta si ha una curiosa eccezione in coloro che, in partite estemporanee, arrivano all’estremo opposto, e non smettono mai di parlare: c’è chi recita versi di Lewis Carroll, chi dice delle tiritere che non hanno senso nemmeno per loro stessi. Uno, per esempio, diceva, quando dava scacco: Shminkus, krakustyfus mit plafkes schrum schrum. Un altro: Andiamo a Vera Cruz con quattro acca. Lo scrive Reuben Fine nel suo La psicologia del giocatore...

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