Un foglio internazionale

Se Netflix cambia la storia per ammansire le nuove generazioni

Il passato viene distorto per farlo entrare in sintonia con l’ossessione moderna per la diversità 

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"La prima cosa che colpisce di ‘Bridgerton’, la popolare serie di Netflix uscita quest’inverno, è quanto sia fatta male: una costosa accozzaglia di cliché che trasmettono la visione americana del passato aristocratico britannico”, scrive Zoe Strimpel sullo Spectator. Secondo la commentatrice “Bridgerton” è l’esempio più eclatante di come i film contemporanei manipolino gli eventi del passato per riflettere le istanze dei giorni nostri. “La gente si preoccupa delle fake news. Io mi preoccupo della fake history”, scrive Strimpel.

 

"Ci sono modi e modi di raccontare il passato attraverso una chiave contemporanea; alcuni film recenti lo hanno fatto in modo maldestro e inaccurato, trasmettendo un eccesso di politicamente corretto. Ad esempio, la serie ‘Downton Abbey’ ha distorto il sistema sociale dell’Ottocento, raccontando la storia di una contessa dell’epoca che si preoccupava di cosa pensassero e come si sentissero i propri servi.

 

Tutto ha avuto inizio con il femminismo. Ovunque uno guarda, le donne vengono ritratte come delle paladine della giustizia e dell’uguaglianza, con un tocco sexy. La serie di Hulu e di Hbo su Caterina la Grande non aveva alcun nesso con i fatti realmente accaduti. Ma ‘Bridgerton’ viene animato da un sogno revisionista per cui le persone di colore vengono elevate ai vertici dell’alta società, dato che Re Giorgio III si è innamorato di ‘una di noi’. Si tratta della Regina Charlotte che è nera nel mondo immaginario di ‘Bridgerton’ ma ci viene fatto credere che lo sia stata anche nel mondo reale. Questa versione dei fatti nasce dalla teoria di uno storico anonimo di nome Mario De Valdes y Cocom, che ha sostenuto che Charlotte fosse una discendente di una concubina Mora nella Casa Reale portoghese.

 

Il passato viene distorto per farlo entrare in sintonia con l’ossessione moderna con la diversità. Per coloro che vogliono denunciare il passato razzista e colonialista della Gran Bretagna, il primo passo è riscrivere ciò che viene considerato storicamente rilevante. La distruzione delle statue è un possibile approccio, oppure si passa alla ‘decolonizzazione del curriculum”’ (...) La storia si impara inconsciamente. Con il passare del tempo, la narrazione del passato determina l’opinione dominante nel presente. La finzione diventa il fatto. Con i suoi milioni di utenti, ciò che Netflix decide è importante.

 

Secondo lo Spectator, la serie “The Crown” sulla storia della monarchia britannica – ritenuto un altro esempio di “fake history” – è una delle cause della scarsa conoscenza della Storia tra i giovani. “Netflix si è rifiutato di fare comparire una scritta in sovrimpressione per indicare che aveva solamente preso spunto da eventi realmente accaduti, come aveva chiesto il ministro della Cultura Oliver Dowden – conclude il settimanale – I telespettatori però sono stati avvisati delle scene potenzialmente sconvolgenti sulla bulimia di Diana. Ma il rischio di raccontare una Storia fasulla dovrebbe preoccuparci altrettanto”.