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L’inno alla sacralità degli animali

22 Aprile 2014 alle 16:30

L’attrazione per il significato etico che sottende al non mangiare carne si è diffusa tramite incursioni di filosofie estranee al cristianesimo e questo lascia un poco perplessi alcuni cattolici. Tuttavia il principio secondo cui l’uomo è immagine e somiglianza di Dio non può essere dimenticato. L’uomo (immagine di Lui) non può esimersi dal riflettere di essere il custode di ciò che Dio ha voluto. Il cristianesimo non ha proibizioni alimentari né per converso obblighi perché ogni aspetto della creazione è puro. Una lunga storia indica il pane e il vino come gli unici alimenti simbolici. Abramo e Melchisedek, lo shabbat ebraico che inizia assumendo pane e vino. Con Gesù il pane e il vino (con l’acqua) diventano il suo corpo e sangue. I Vangeli, fosse stato importante, ci avrebbero riportato obblighi e proibizioni alimentari. Se non ricordo male di Gesù sappiamo che beve vino e mangia pane e pesci - Nozze di Cana, il miracolo della moltiplicazione del pane e dei pesci e la seconda apparizione ai discepoli sul lago di Tiberiade - Altri alimenti non sono mai citati. La carne non figura mai nemmeno nei racconti della pasqua perché l’agnello è Lui non l’animale che bela. A essere rigorosi dovremmo cibarci di vegetali, probabilmente di derivati animali (uova e formaggi) e pesce. Cosa che vorrei fare, solo che la gola che ottunde la ragione, me lo impedisce. Non dispero di riuscirci.

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