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L'atto di supremazia dei giudici

2 Settembre 2013 alle 17:00

Parafrasando Spinoza potremmo dire che "ordo ac connexio rerum idem est ac ordo et connexio verborum"; se un avvocato non è esperto quando parla è un paglietta ridicolo, se un giudice non è esperto quando scrive è un carnefice orribile. Il discorso come la scrittura è un flusso che procede da una mente pura e da un cuore onesto, se l’attore del foro e del tribunale ha il velo dell’ipocrisia sul volto, si creano quei groppi linguistici e quelle matasse sintattiche rivelatrici della menzogna, che si tenta di celare con il sussidio degli artifici. Ora dalla lettura della sentenza Mediaset si evince che i giudici ignorano le regole fondamentali dei costrutti sintattici, quindi quegli stessi che sono chiamati a decidere sulla verità di un fatto nella sua forma giuridica, errano nella forma primaria dello stesso, che è la consecutio verbale (ci dispiace, ma la pubblicazione di una sentenza comporta l’esposizione al giudizio di tutti quelli che hanno titolo per giudicare riguardo alla lingua italiana, che è patrimonio della nazione a cui anche i giudici sono sottoposti). Se non esiste come reato la violazione delle sue regole questo avviene perché è così indiscutibile il fatto che la scrittura(soprattutto quella giudiziale) sia conforme alla sua grammatica e alla sua sintassi, che rafforzarne il precetto sarebbe un pleonasmo. Ora quella sentenza sottoposta a uno screening sintattico e grammaticale è zeppa di tanti anacoluti e solecismi, boccole barocche(prodromico?) e avventatezze sintattiche, che la fanno apparire simile allo scartafaccio manzoniano degno di essere completamente rifatto. Il fatto che sia controfirmata da tutto il collegio testimonia non solo degli inviluppi semantici di un giudice pittoresco, ma della loro complicità collettiva e dello stato della nostra giustizia in generale, che con tale sentenza ha voluto stabilire un atto di supremazia anche sulla lingua italiana prima che sul governo e il parlamento. Nemmeno Enrico VIII era arrivato a tanto.

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