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La sessualità

5 Giugno 2013 alle 17:30

In realtà la realtà della sessualità (un bisticcio) è una teoria della sessualità non la cosa stessa che è inconoscibile. La sessualità è un mistero, nel vero senso della parola. S Agostino, non ha una teoria della sessualità (per fortuna), conosce la sua predisposizione al sesso, il desiderio a cui non è in grado di opporsi e prega addirittura il Padre di lasciarlo ancora per un poco in quello stato. E’ Dio che lo libera. Lui, come nessuno, è in grado di farlo. Nessuna teoria della sessualità è quella giusta. L’oggetto è percepibile attraverso il desiderio, ma non conoscibile Solo le religioni pagane hanno una teoria della sessualità. Nell’Induismo il risveglio della kundalini, veicolo per la conoscenza, si persegue anche attraverso la pratica sessuale. I riti Dionisiaci erano nell’antica Grecia l’equivalente. L’occidente inizia ad avere una teoria della sessualità a partire dalla psicoanalisi, a mio giudizio la disciplina meno scientifica che ci sia, tale da essere paragonata ad una religione misterica laica. Si accusa o se ne parla a sproposito, ma il cristianesimo non ha alcuna teoria della sessualità. Considera e valuta solo gli effetti. Tutto ciò che ti allontana da Dio è peccato, nel senso che manchi il bersaglio (cioè Dio), così come l’avidità o l’orgoglio. Si può esaltare la sessualità o denigrarla, considerarla il bene assoluto o il male assoluto, valutarla solo attraverso il piacere o solo attraverso la fecondità, ma resta e resterà un fenomeno sconosciuto. La castità è conseguenza di un desiderio ancor più forte del sesso: la ricerca di Dio. Non è la soluzione al sesso, è il suo superamento. Per gli altri, semi credenti, non v’è alcun modo per controllarlo o reprimerlo.

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