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Unioni omosessuali

19 Dicembre 2012 alle 10:15

Per una serie di circostanze si è riaperta la discussione intorno ai matrimoni tra omosessuali. Benedetto XVI ha definito questa unione “una ferita grave inflitta alla pace » e questa affermazione darà il via a svariate prese di posizione da parte degli opinionisti. Io penso che la questione sia la più evidente dimostrazione di come l’essere umano sia avvolto dal bozzolo dei propri preconcetti ogniqualvolta esamina un evento. Preconcetto può sembrare un termine dispregiativo ma di fatto rappresenta l’ambito culturale in cui si muove il pensiero del singolo individuo perciò è tutto ciò che c’è di più positivo sempreché non renda inattuabile la libertà degli altri. Questo è il punto: tutti si proclamano liberali ma, di fatto, pretendono di delimitare l’ambito delle libertà altrui. Io mi dichiaro molto più semplicemente ed esaustivamente libero, termine che non sottostà a nessuna teoria politica, filosofica o religiosa, termine che prevede l’impossibilità stessa di concepire che un’altra persona non abbia i miei stessi diritti e, a conferma di questo unico presupposto, mi obbliga a tutelare i diritti di chi non può farlo autonomamente (i diritti economici e politici derivano dall’adempimento dei doveri, quelli naturali no). Da questa mia posizione mi trovo in aperto contrasto con tutti i commentatori “laici”. I commentatori religiosi esprimono il loro punto di vista dichiaratamente coercitivo perciò non può esserci discussione: la fede è una convinzione individuale che in quanto “fede” non si discute, la si può avere, acquistare, rinnegare ma essa “è” al di là di qualsiasi analisi si voglia fare; è naturale e buono che chi la possiede cerchi di fare proseliti, infatti chi la possiede è convinto che in essa ci sia la felicità. Però regolare una situazione per legge deve prescindere dalle fedi di coloro che potrebbero essere coinvolti e questo è il caso.

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