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Minuto per minuto di silenzio

13 Luglio 2012 alle 18:45

Con Alfredo Provenzali va via un pezzo di mondo fatto di parole. Un mondo discreto. La via misurata che permetteva di avvicinarsi al mondo del pallone, oggi oramai divaricato e distorto dal mezzo televisivo, attraverso una lente dall'ottica filtrata. Con Alfredo Provenzali scivola verso l'amarcord dei ricordi appannati nella retina di un video8, tutto cerebrale, quell'immagine che tanti di noi hanno di quelle domeniche pomeriggio ai parcheggi stipati con le radioline accese a sentire le partite. Dove le parole, che facevano sintetici minuti e punteggi, analisi e commenti, erano fraseggi di fuoriclasse al microfono. Perchè, va da sè, nel calcio contano la testa e lo stile prima che i piedi.

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