cerca

Esami di stato

21 Giugno 2012 alle 09:30

Le tracce della prima prova scritta d'italiano sono, tranne qualche eccezione, come per esempio quella sul bene comune con riferimenti a S. Tommaso, a Rousseau, scontate, trite e ritrite. Il solito Montale, la solita traccia su un cattivo uso della ricerca scientifica e annessa tecnologia, i giovani e la crisi socio-economica. La questione, però, a parte gli argomenti assegnati, è sulle modalità di svolgimento di detto esame. Se si vuole mantenerlo rimanendo in linea con l'Europa, andrebbe svecchiato, rinnovato. Il problema è che si punta tutto solo o quasi sulle cosiddette competenze, tralasciando le effettive conoscenze degli studenti. La prova scritta d'italiano ne è un esempio: analisi del testo, con le solite domandine, o il saggio breve, cioè un tema argomentativo "guidato" con vari documenti. In Francia, ad esempio, l'esame di filosofia è in forma scritta, ma è ben più interessante. Si dà un passo di un autore, si formula una domanda generale per lasciare spazio al commento, all'analisi, con cui si può più misurare la capacità del giovane di argomentare, di esprimere considerazioni non "dettate". Da noi si vuole formare lo studente, non si vuole che si abitui a ragionare veramente e si propongono, tra l'altro, in ambito letterario, ma non solo, determinati autori e se ne tralasciano altri che sicuramente non sono da meno, vedi, per esempio, Dino Campana per la poesia. Un autore di grande liricità. Urge cambiare.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi