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Scienza senza morale: faccia outing

8 Marzo 2012 alle 10:30

Due studiosi italiani sul Journal of Medical Ethics sostengono la tesi della liceità dell’aborto post natale. L’affermazione appare disumana a molte persone. Da Veronesi a Montalcini viene riconosciuto che dopo 14 giorni l’embrione ha tutte le caratteristiche sufficienti a far nascere un essere umano: non è più un ammasso di cellule indifferenziate, è un essere umano in divenire. Perciò anche se emozionalmente è evidente la differenza fra abortire un embrione alle prime fasi della sua evoluzione ed uccidere un bambino che piangendo dichiara, in modo inequivocabile, di voler vivere, razionalmente si tratta di assassinio in entrambi i casi. Quello che deve far riflettere è il fatto che la scienza, giorno dopo giorno, con sempre maggior consapevolezza, pretenda di arrogarsi il diritto di vita e di morte sugli esseri umani. E’ questo il progresso scientifico, è “progresso umano” il raggiungimento della libertà individuale che permetterà all’uomo di mangiare suo figlio come può avvenire per istinto di sopravvivenza (mai per scelta!) nel mondo animale? Quando la “scienza” avrà il coraggio di fare outing dichiarando che può intendersi come essere umano solo colui che è in grado di difendersi fisicamente dall’aggressione del più forte?

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