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God save Italy

8 Agosto 2011 alle 19:22

Un "fogliante" ha un blog che potrebbe rivelarsi profetico: Cambi di Stagione. In Italia è più che altro un ossimoro, visto che le stagioni in Italia non cambiano mai. Però ha posto una questione chiave: "Che fare con il debito pubblico italiano". Il video di Maurizio Milani da una risposta: spendiamocelo. Mi sono permesso di dare un'altra risposta: visto che l'abbiamo già speso, è tempo di ridurlo. Il debito pubblico italiano è stato un'arma politica, una risposta (debole) e devastante nella sua stupidità di forze politiche deboli (democristiani e socialisti in primis) da opporre all'avanzata del più grande partito comunista d'occidente e alla sua retoricaccia progressista e utopista e antisistema. Hanno cercato fatti "concreti" (niente è più concreto dei soldi) da opporre quando le armi ideologiche alla fine degli anni '60 sono state indebolite dal cosiddetto '68. Avrebbero dovuto semplicemente rendere il PCI anticostituzionale, in quanto quello era il PCI nel 1970, un partito antisistema per di più finanziato da una potenza ostile. E invece hanno provato a contrastarlo politicamente per la paura di cedere spazi di consenso. Errore grave. Coi comunisti non si dibatte, li si annienta. Era meglio una sano regolamento di conti allora invece che sacrificare sull'altare del "compromesso storico" le generazioni future. Ad ogni modo l'espansione dello Stato e della Spesa pubblica, il progressivamente crescente assorbimento di risorse dall'economia privata verso il pubblico in nome di un fantomatico principio sussidiario e sociale, sono state le armi politiche di contrasto e di creazione del consenso. Cito Antonio Martino dal Tempo di oggi 8 Agosto: "Un celebrato giurista, Valerio Onida, pubblicò nei primi anni Sessanta un poderoso volume: «Le leggi di spesa nella Costituzione». In esso Onida sosteneva che la Costituzione non imponeva affatto il pareggio del bilancio che oltre tutto era anche in contrasto con la «moderna teoria keynesiana». Quella pubblicazione spianò a Onida la strada per la cattedra universitaria prima, la Corte Costituzionale poi, per la sua presidenza infine! Un noto e stimabile governatore della Banca d'Italia nella Relazione sull'esercizio 1963 sostenne che il pareggio del bilancio era «principio arcaico». E fu così che il disavanzo annuo che era pari all'1,3 per cento nel 1960, grazie a questi illuminati pareri e alle velleità dei primi governi di centrosinistra, prese a crescere rapidamente, contribuendo ad alimentare la crescita del debito pubblico. Quest'ultimo era pari al 54 per cento del pil nel 1980, al 123 per cento nel 1993." Questo sistema non regge più, almeno in questi termini. Si dice che i socialisti siano quelli che amano i parties, almeno finchè non finiscono i soldi degli altri. Bene, i soldi degli altri sono finiti da tempo. Siamo oltre il 120 per cento del PIL, quindi ormai stiamo assorbendo risorse anche dall'esterno. Infatti statistiche alla mano, "gli acquirenti delle obbligazioni statali sono per il 55 per cento italiani, per il 45 per cento stranieri" (stessa fonte). Ora questi acquirenti ci stanno strangolando perchè a loro conviene. Siamo ancora una potenza industriale, nonostante la retorica "democratica" e l'obiettivo di questi acquirenti/serpenti sono le nostre aziende. Non solo quelle quotate ma anche quelle non quotate. Chi possiede le Banche in Italia possiede il Paese. E le Banche Italiane sono "bersaglio grosso". Ormai quotano meno del valore di bilancio. Sono ben patrimonializzate, come gli stress test mostrano. Siamo sul mercato a prezzi di saldo. L'intera Borsa Italiana vale ca. 400 mld. Gli esempi Parmalat e Bulgari sono 2 esempi concreti. Uno dei nostri primari finanziatori (che per esempio diede una mano a Unicredit nel 2008 salendo nel capitale sociale) era Gheddafi. I francesi hanno scatenato una guerra inutile al solo unico scopo di danneggiarci. I tedeschi ci stanno finendo negli uffici dell'Eurotower a Francoforte (giocando in casa, tra l'altro). Che fare, si chiedeva il capo-comunista Lenin (mai lasciare che quelli diano una risposta!!!). Bene la soluzione è qui. 1a mossa: dichiarare il default sui titoli che non sono posseduti in Italia. Lasciare che in particolare le banche francesi e tedesche si trovino improvvisamente con buchi di bilancio da 200 mld e passa, bisogna farli sanguinare. Seconda mossa: abbandonare la guerra in Libia, anzi aiutare la ricostruzione del Paese libico. Fornire appoggio militare se necessario. La terza mossa è azzerare le tasse sul risparmio, anzi incentivarlo. Visto che la mossa nr.1 farà temporaneamente sparire gli investitori esteri è necessario che temporaneamente gli italiani finanzino il loro debito e le loro spese e le loro aziende. è osceno che siano anche tassati. La 4a mossa è ridurre il fabbisogno dello stato e le tasse in modo parallelo, a qualunque costo. La quinta mossa è creare un fondo sovrano italiano da almeno 200mld di euro a scopo auto-difensivo. Dopo queste 5 mosse ci troveremo con migliori fondamentali economici, migliori di qualunque altro Paese Ocse. Non credete a chi dice che avremo nemici, o che dovremo uscire dall'euro. Non è vero niente!!! A quelli là fuori non interessa un tubo averci come amici, interessa fare soldi. Ci vogliono solo tosare, farci paura e tosarci. E noi saremo invece un Paese solido che offre opportunità per fare fare i soldi a veri un mare di gente. Troveremo nuovi amici, è garantito! E quelli vecchi se ne faranno una ragione, se vogliono continuare a fare affari con noi. C'è una guerra lá fuori. Servono fatti, coraggio attributi e lacrime. non pugnette. Saremo liberi o non saremo. È il tempo di cambiare stagione.

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