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Biotestamento

13 Luglio 2011 alle 15:24

Questa legge solleva secondo me due problemi. Il primo è la progressiva scomparsa della misericordia nei rapporti umani, abolita per legge, perchè si pretende che qualsiasi scelta nella vita debba essere ammantata del rango di diritto, solo così si ritiene di ottenere la libertà. Nulla di più sbagliato. Una qualsiasi legge che ponga un confine alla vita, alla sua dignità, è folle e porta ad influenzare indirettamente le condotte in negativo anzichè in positivo. Mi spiego. Se passa il concetto che una vita come quella di Eluana è indegna, sarò incentivato a toglierla senza tanti pensieri. Poi sposterò il confine oltre, e magari riterrò indegna di essere vissuta la vita di un portatore di handicap o di un malato di mente. Se invece quel concetto lo tolgo da un testo legislativo, lo rimetto alla mia coscienza e rischio io nelle scelte che faccio e allora vediamo se è così facile sindacare su quale vita è degna o meno. Ricordo un vecchio orientamento della cassazione di anni fa (tanti, ancora studiavo)sul cosiddetto "omicidio pietoso", ed era un orientamento di buon senso, essì lì c'era vera giustizia, non un asettico diritto, ma l'analisi di un caso umano. Interveniva la giustizia del caso particolare, che non significa solo equità in senso giuridico, ma carità, misericordia e buon senso. E qui vengo al secondo problema. Quello era il compito della cassazione. Non legiferare con astrusi riferimenti al diritto straniero, come nel caso Englaro. Quella cassazione era la vera Suprema Corte perchè sapeva bene che in Italia le corti non legiferano, nè dovrebbero dare indicazioni al Parlamento su scelte politiche che competono a lui soltanto. Come, mi pare, preveda la Costituzione. La stessa che pongono alla base di un numero di diritti sempre più sterminato, che progressivamente perdono il loro significato. Perchè si svuotano della misericordia.

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