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Un testamento sconsigliabile

28 Aprile 2011 alle 20:30

La categoria laici cattolici, sui temi eticamente sensibili, è un ossimoro. Creato ad arte dalla cultura di sinistra e dai cattolici pavidi. I principi alla base dei concetti di vita, al suo sorgere e al suo tramonto, e i relativi comportamenti dei cattolici e da chi si dice tale, non sono materia negoziabile. Il vero, profondo motivo di scontro, culturale e politico e di potere sta nella diversità concettuale e reale tra "stato etico" e "libera chiesa in libero stato". Il primo pretende per sé, oltre al terreno, anche la custodia, la definizione e la guida della morale, del dolore, delle lacerazioni spirituali dei cittadini, negando in nuce, il ruolo della fede e la sua possibilità di tradursi in atti legittimi ad essa ispirati. O meglio non nega, per esempio, la scelta della donna di non abortire, ma la riveste di significati negativi e oscurantisti, di ostacoli reali che, di fatto inducono a privilegiare gli egoismi individuali, spacciati come libertà di scelta. Ma, come dice il Direttore:"Qui non c'è scritto giocondo". Il secondo crea e prevede un equilibrio tra Terra e Cielo. Equilibrio mobile, ovvio, legato al variare dei costumi e delle sensibilità, dei tempi e delle circostanze ma mai spostato verso la prevalenza assoluta di una delle parti. I laici tendono a questo, tutto il processo di secolarizzazione va in quel senso, Il tanto richiamato rispetto del pluralismo politico religioso è la solita ipocrisia per poter ridimensionare il più possibile quello religioso, la presenza e il peso della Chiesa nella società: quella è cosa loro. Il nocciolo del loro credo è: sui temi etici libertà di scegliere, però, cosa, come e quando, lo decido io, anzi te lo impongo per legge. Chi non ne avverte il luciferino disegno, abbia il pudore di non definirsi cattolico, ancorché adulto.

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