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Democrazia e costituzione, libertà e diritti

25 Aprile 2011 alle 19:45

Caro Direttore, in questo 25 aprile convergono due festività magiche: la Pasquetta e l'Anniversario della Liberazione. Se ti capita di ascoltare qualche discorso di maniera, perché non sei andato a fare la scampagnata fuori porta, ti può venire qualche pensiero non "politically correct". A me è capitato sotto mano l'inserto "17 marzo 2011" del "Corriere della Sera" e mi sono imbattuto nell'articolo 1 della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Quella Costituzione alla quale s'appellano tutti quando vogliono accusare gli avversari (nemici) di qualcosa, l'abbiano letta (o meno). Ed io, che sono cresciuto in un tempo di principi fermi, tra i quali quello che la Costituzione italiana sia eccezionale, frutto dell'impegno di fulgide intelligenze e di coscienze oneste, mai sono stato sfiorato dal dubbio che non la conoscevo e, a maggior ragione, non conoscevo le altre, magari tanto più vecchie. Ma "democrazia" (governo del popolo) era una parola fascinosa e tale è rimasta anche quando ho appreso che Churchill l'aveva qualificata pessimo sistema, ma specificando che era il migliore tra quelli conosciuti. Ultimamente ho appreso (come mai non ci avevo pensato prima?) che vi sono vari livelli di democrazia, da quella americana a quella cinese (ed anche peggio). E non avevo mai riflettuto che il fascismo era nato (come sapevo) da un'operazione democratica. Da qualche tempo ho appreso dai migliori opinionisti del Paese che non era già un gran ché o, dai più ottimisti, che "la costituzione ormai ha tutte le rughe del tempo trascorso dalla sua approvazione e andrebbe ringiovanita". Anzi, il più sincero, mi ha scritto: "Lo vado dicendo, e scrivendo, da sempre che abbiamo una Costituzione ridicola". D'altra parte, ora che ci penso, tra i politici più influenti non c'erano solo i De Nicola, gli Einaudi, i De Gasperi...! O Dio, forse c'è da fare qualche analisi più attenta e superare qualche luogo comune: fondata sul lavoro? Ma non è la condanna decisa dal "Massimo Fattore" per punire il peccato originale? E' un fondamento naturale, ma l'uomo lo vuole ignorare ("homo homini lupus"! Espressione da qualcuno equiparata ad altra più comune: "mors tua vita mea"). Ma le leggi naturali sono ripudiate, anche se i più incalliti atei si chiedono, investiti da avvenimenti straordinari che ridicolizzano il loro senso di onnipotenza: ma Dio come può permettere...? La base di questo fondamento, in verità, è un'altra cosa, la LIBERTA'. Quella libertà per la quale il Creatore lascia che l'uomo faccia e dica tutto quello che vuole. Tutto, ma proprio tutto, cosicché sembra che Lui non ci sia e l'uomo possa illudersi di essere il padrone dell'Universo intero, della sua stessa vita! E se uno si permette di pensare che i così detti "diritti" hanno dei limiti, in conformità alla limitatezza della natura umana, apriti cielo. Ma come può esserci qualcosa senza limiti in un mondo limitato? Mah! Uno dei misteri della religione degli dei libertà e scienza in cui sguazza il piccolo uomo presuntuoso. Un uomo che ormai ha perso anche la poesia dell'Infinito, tanto che vuole attribuire un limite temporale alla vita dell'Universo, addirittura un limite spaziale. Sono sicuri di stare per arrivare al momento di inizio dell'Universo? E poi scopriranno l'antecedente? Stiamo per creare la materia vivente: ma l'anima? Lo spirito, l'intelligenza, quel qualcosa, insomma, che differenzia l'animale uomo dagli altri? Già, ma queste sono cose di un ignorante mondo superato in cui Enzo Biagi, uno degli ultimi rappresentanti, scriveva: ”credo che il mio destino non sia uguale a quello del lombrico. Penso che in ogni uomo ci sia una scintilla di eternità”, sulla falsa riga segnata dal Sommo Poeta: "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".

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