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Nord Africa

1 Febbraio 2011 alle 16:30

Le rivolte popolari nel nord Africa sono incensate a sinistra, come sempre quando si tratta di popolo, e viste con sospetto dalle cancellerie occidentali che vedono disgregare un sistema “amico”. Alcuni paragonano le sommosse all’89’ nell’est o addirittura al 68’ europeo. Il pane che manca produce rivolte ovunque, ovviamente, e spesso è il limite dei dittatori che in ogni epoca a domanda “il popolo ha fame” rispondono “che mangino brioches”. Qual’è la storia di quei popoli e quale la loro cultura? Quali gli esempi da prendere come modelli possibili? Secondo la risposta che è data si avrà il futuro sbocco delle rivolte. La natura non fa salti e nemmeno la cultura o l’anima di un popolo. Diffido moltissimo di coloro che incensando internet e la tv tendono ad assimilare in senso egualitario ogni cosa. Vedere il Papa in tv non significa divenire cristiani automaticamente; ne vedere la ricchezza basta per approdarvi, occorre costruirla. A mio modesto parere, i modelli che gli arabi del maghreb hanno realisticamente sotto mano sono le teocrazie o la via turca (militari che garantiscono alcune libertà). La via occidentale non è percorribile in tempi brevi, perché la loro anima e la storia secolare che li distingue non lo consente. Le elites, sinceramente democratiche, rappresentano se stesse ma non il “popolo”, che ha solo fame. Infine oltre i trionfalismi estetici della rivoluzione in atto, l’islamismo è uno degli sbocchi privilegiati del mondo arabo, e non tarderanno a manifestarsi sentimenti anti occidentali, poiché, pragmaticamente, abbiamo appoggiato rais non propriamente teneri di cuore.

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