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Pericolo islamico?

5 Gennaio 2011 alle 20:00

Non credo ad un pericolo islamico e ritengo la nostra società molto più vitale di quella islamica, modello ormai superatissimo e decadente sotto tutti i punti di vista. Inoltre visto che il cristianesimo per 17 secoli (salviamo i primi tre) è sopravvissuto al pessimo esempio, dal punto di vista dell’etica cristiana, delle proprie gerarchie, non credo che corra alcun pericoli oggi, che ormai è diffuso su cinque continenti ed è presente ovunque in tutte le sue varianti, cattolici, ortodossi, protestanti, evangelici, geova, etc.. E’ vero che l’espansione islamica alle origini fu fulminea in terra cristiana d’Africa ed è verissimo che le Crociate furono una tardiva risposta del mondo cristiano, allora solo cattolico, ma Maometto e C. invasero le terre di un impero ormai morto, le legioni ai confini non c’erano più, e da Nord a Sud molti popoli passarono senza ostacoli (ricordo che già nel 390 d.C, Brenno e i Galli giunsero a Roma e la saccheggiarono). Per fare un paragone, fu un po’ come nel 1860, quando Garibaldi e 1000 uomini male armati conquistarono il Regno delle due Sicilie, cosa impossibile in uno stato anche minimamente funzionante. Quanto a Papa Benedetto XVI, capisco la sua posizione, ma è una posizione politica, da capo di stato, ossia la chiesa si risente molto quando l’oppressore dei cristiani non è cristiano, cioè lede i suoi interessi, se invece ad opprimere i cristiani sono i cristiani stessi, meglio se cattolici, trattandoli perfino come bestie, allora si risente molto meno, anzi in alcuni casi non vede affatto. Per gli scettici aggiungo che tutto ciò non significa non dare a chi usa la violenza quello che si merita.

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