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Ecoballe di Saviano

1 Dicembre 2010 alle 17:00

Ammettiamo pure che tutto ciò che ha raccontato Saviano sia vero, e che la colpa dell’immondizia di Napoli sia dei “codardi, miopi e in malafede del Nord”, e del loro “giro di bolle”. Ammettiamo pure che a Napoli facessero la raccolta differenziata già nel 1832: sono ancora quelli del Nord che gli hanno fatto perdere le buone abitudini, dato che adesso non la fanno più? Ma il contadino nel cui campo hanno sotterrato le vecchie lire tagliuzzate, provenienti dalla Banca d’Italia, dove era mentre nel suo campo si svolgevano queste operazioni? Tutto il lavoro è stato fatto in pochi minuti, mentre lui era in bagno? Perchè non ha avvertito i Carabinieri, magari con una telefonata anonima? E i cittadini che hanno visto realizzare il terrapieno della superstrada Palma Campania – Vallo di Lauro con i rifiuti tossici, dormivano tutti? E dormiva anche il benzinaio “dismesso”, quando gli hanno riempito di letame i vecchi serbatoi? Sarà colpa del Nord anche la mancata costruzione dei termovalorizzatori, che con buona pace di Saviano non sono né “terribili”, né “dannosissimi”: non ha mai sentito parlare di quelli – tanto per fare un esempio – di Brescia, in funzione da decenni senza inconvenienti? Comunque, è colpa del Nord anche il fatto che, secondo Saviano, la “frutta del Sud” è inquinata dai rifiuti tossici spediti dai supermercati del Nord, anche se Saviano ci deve spiegare come mai al Nord i supermercati producano rifiuti tossici, che smaltiscono spargendoli sui campi del Sud. Con affermazioni come questa, Saviano mostra di essere anche un incosciente: sentendo dire che “le campagne del Sud sono avvelenate” e che al Sud “il grano nasce malato” non si incentiva certo l’agricoltura di quel territorio. Gli agricoltori del Sud gliene saranno molto grati! Ammettiamo pure, ma non concediamo che Saviano abbia ragione. Ma è con i numeri che Saviano – laureato in filosofia – ha poca dimestichezza, e poco o nulla di quello che dice quadra se si ragiona sui numeri. E allora viene il dubbio che qualche magagna ci sia anche negli altri ragionamenti. Ecco alcuni esempi. 1. Del monte di rifiuti alto 15.600 metri di cui parla all’inizio, confrontandolo con Monte Bianco, Everest e K2, Saviano dice che ha una base di 3 ettari. Questa è una dimensione veramente esigua, e scelta apposta per “alzare” l’altezza del monte. Se avesse scelto una base di un metro quadro, il monte sarebbe alto 468.000 chilometri, invece di 15 km soltanto: farebbe più impressione? Ma prendiamo per buoni i 3 ettari (30.000 m2), cioè un quadrato di 175 metri di lato: un po’ poco, visto che l’Etna, alto solo 3.200 m circa, ha una base che si può valutare in oltre 35 per 35 chilometri. Il volume del monte di Saviano, che dovrebbe essere - pare di capire - a forma di piramide, sarebbe di 30.000 m2 x 15.600 m : 3 = 156 milioni di m3, troppo poco in relazione ai numeri che Saviano cita successivamente, portando vari esempi di quantità di rifiuti “sversati” in Campania, che sommate danno un totale molto maggiore. (Solo a Pianura – secondo Saviano - sono stati gettati addirittura 1 miliardo e trecento milioni di m3 di fanghi, naturalmente tossici). D’alto canto, con una base come quella dell’Etna, il monte di Saviano sarebbe alto ... 39 centimetri, e se avesse la base del Monte Bianco, del K2 o dell’Everest, i monti con cui Saviano ha istituito il suo improponibile “confronto”, il monte di Saviano non si vedrebbe neppure. Quindi, il confronto con cui Saviano ha aperto il suo monologo è totalmente cervellotico e privo di senso, ma scientemente mistificatorio e fuorviante, atto ad accalappiare i gonzi: e questo è proprio lo scopo che Saviano si proponeva e che gli importava. In conclusione, i numeri di Saviano sembrano quindi buttati lì, “sversati” un po’ a caso. 2. Se le quantità di rifiuti tossici citate da Saviano fossero vere, ci sarebbe da chiedersi se al Nord l’unica attività produttiva sia quella di fabbricare rifiuti, per di più tossici. Infatti, tenendo conto dei soli casi in cui ha citato delle quantità, si giunge a circa 1 miliardo e mezzo di m3 di rifiuti. Si consideri una grande discarica, lunga 200 m e larga 100 m (avente cioè una superficie di 20.000 m2), profonda 10 m e alta 10 m fuori terra: questa discarica avrebbe un volume di 20.000 x 20 = 400.000 m3. Per “sversarvi” 1 miliardo e mezzo di m3, ne occorrerebbero 1.500.000.000 : 400.000 = 3.750, per una superficie pari a quella di 15.000 campi di calcio. Dove sono queste 3.750 discariche? E’ impossibile che questa quantità di rifiuti (1 miliardo e mezzo di m3) – che, per inciso – necessiterebbe, per essere trasportata, di 60 milioni di grossi camion (i camion per trasporto terra più grossi hanno un volume di carico di circa 25 m3 e portano 300 quintali = 30 tonnellate) sia costituita tutta da rifiuti tossici, ed è altrettanto impossibile che gli industriali del Nord, che sono magari “miopi e codardi”, ma non cretini, trasportino dei rifiuti normali a 1.000 km di distanza (cosa abbastanza costosa!) per inquinare Napoli, invece che depositarli nella discarica di Venegono Superiore. 3. Un altro dato poco credibile è quello, comparso anche sullo schermo (e quindi non si tratta di un lapsus), relativo al già citato miliardo e 300 milioni di metri cubi di fanghi depositati a Pianura (che è il quantitativo singolo più rilevante di un lungo elenco di altre quantità minori, ma sempre cospicue). Dando a questi fanghi un peso specifico di 1,4, si tratta di 1 miliardo e 820 milioni di tonnellate. Pensando di aver utilizzato, per il trasporto a Pianura, i già menzionati camion da 30 tonnellate, e di aver usato 10.000 di questi camion ogni giorno (il che significa svuotare un camion ogni 8,5 secondi) si sarebbero impiegati 1.820.000.000 : (10.000 x 30) = 6.066 giorni, pari a 16,6 anni. E ciò, ripeto, al ritmo di un camion ogni 8,5 secondi, 24 ore al giorno, tutti i santi giorni, sabati, domeniche e feste comandate compresi. Se invece i giorni lavorativi annuali fossero solo i normali 250 (togliendo, cioè, i 52 sabati e le 52 domeniche), e di 8 ore lavorative ciascuno, sono stati necessari, sempre al ritmo infernale di un camion ogni 8,5 secondi, 72,7 anni. E’ credibile tutto ciò?

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