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Anche la TV è un'emergenza educativa

15 Novembre 2010 alle 14:30

Lo dice già il “comune sentire” ma lo dimostra uno studio, coordinato dal dottor Jordan Grafman, pubblicato sulla rivista Oxford Journal Social Cognitive and Affective Neuroscience. Guardare film o programmi tv, giocare a videogiochi violenti spegne la sensibilità degli adolescenti e, potenzialmente, promuove attitudini e comportamenti aggressivi. Sebbene precedenti ricerche abbiano mostrato che le persone possono diventare più aggressive e disinteressate a violenze reali dopo la visione ripetuta di alcune immagini, non si capiva come venisse influenzato il cervello (e la mente) degli adolescenti. I ricercatori hanno reclutato 22 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni ai quali sono stati mostrati quattro secondi di scene violente di 60 video, suddivisi in tre gruppi in base al grado di violenza: bassa, media, estrema. Durante la visione il cervello degli adolescenti è stato esaminato con la risonanza magnetica per misurarne la risposta emotiva. Si è scoperto che quando i ragazzi erano esposti ripetutamente ai video più violenti decresceva l'attivazione della regione del cervello deputata alle reazioni emotive. Lo studio quindi rivela che l'esposizione ripetuta a scene di questo genere può far accettare la violenza e può indurre a comportamenti sbagliati. Come se fosse una reazione automatica e “normale”.

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