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Modifichiamo la Costituzione... e in fretta

16 Settembre 2010 alle 08:50

Basta con i tentennamenti, è l'ora di modificare la Costituzione sia per adeguarla sul piano organizzativo che su quello dei principi fondamentali. Sostengo questo perché i Padri Costituenti trovarono un doveroso (?) equilibrio fra le diverse culture allora maggioritarie: cattolica, socialista e comunista, ma oggi quell'equilibrio è, fortunatamente, saltato e il Parlamento ne deve prendere atto. E ciò non sembri una bestemmia perché si può, e a mio parere si deve, modificare anche qualche articolo dei principi fondamentali a partire dall'art. 1 la cui matrice marxista è indubbia. Il Comunismo è stato sconfitto dalla Storia e quindi è doveroso rimuovere dalla Carta Costituzionale ciò che si riferiva a quella ideologia. Infatti quale ratio sottende all'Art.1: “L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro? Non si faccia gli ingenui perché se è ovvio che il lavoro è fondamentale per gli individui, tutti gli individui: uomini e donne, abili e disabili, italiani e stranieri, è altrettanto vero che coloro che hanno scritto quell'articolo pensavano all'egemonia dei lavoratori (ovviamente dipendenti, ovviamente operai e quindi elettori del Pci). In questa ottica il 1° articolo diventerebbe “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sulle libertà dell'individuo”. E da questa modifica ne discenderebbero tutte le altre, in primo luogo quella dell'art. 41 la cui matrice sovietica è indiscutibile. Sarà molto difficile discutere pacificamente con chi ritiene che non si deve assolutamente mettere in discussione la Costituzione della Repubblica...figlia della Resistenza, ma la maggioranza del Parlamento ha la possibilità di provare a fare le modifiche da sola. Questa volta il Popolo Sovrano non ripeterà l'errore di bocciare l'eventuale referendum confermativo promosso dai nostalgici della falce e martello.

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