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I cattolici talebani

5 Novembre 2009 alle 16:01

A Strasburgo, finalmente, sono quasi riusciti a fare degli italiani un popolo unito: sì, certo, sopravvive qualche mosca bianca, ma la perfezione nell'umano non è possibile, checché ne dicano i razionalissimi relativisti moderni. Che sfornano "diritti" a getto continuo, ora anche quelli di "alunni e genitori": esagerazione di titolo, perché, nell'articolo, le parole virgolettate della Corte sono: "violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni". Come il crocifisso (anche quello con la minuscola) contrasti con l'educazione, è un pò arduo capirlo. Che poi qualche vecchio schiavo di principi (pregiudizi) resti stordito dal fatto che i diritti degli uni possano violare i diritti degli altri, è un problema dovuto alla sua arretratezza. Già, perché sono banditi valori e principi, naturalmente regole (a parte quella che non esistono regole, che sempre regola è), perché i "diritti" sono un patrimonio soggettivo intangibile, non elementi oggettivi che possano dall'esterno comprimere la sfera individuale. Va bene, ma di che parlo? Del crocifisso, oggi 4, sono piene pagine e pagine di tutti i giornali. Invece ho fatto una grande scoperta: se, inizialmente, c'erano i cattolici, dopo l'intellighenzia li ha distinti in "adulti", "maturi", "puri", "liberi", "progressisti"...: Cristo è unico, ma tutti hanno il diritto di vederlo come gli piace! Eppure forse Cristo si aspettava che tutti seguissero Lui, non che Lui dovesse andare dietro a tutti! Ora, però, questa vicenda mi ha fatto scoprire i "cattolici talebani", categoria che mi ha fatto venire il timore che io possa far parte della stessa (ammesso che possa essere qualificato cattolico, io che non penso, stupidamente, che le parole di Cristo possano essere interpretate da chiunque, comunque gli aggrada).

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