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Il sincero credente/2

28 Maggio 2009 alle 20:45

"In acuni lavori giovanili e maggiormente nelle sue ultime pubblicazioni, si nota un progressivo allontanamento dai contenuti essenziali della fede cristiana. Alla rivelazione, avvenuta in Cristo, egli sostituisce un'intuizione di Dio senza forma né immagini, fino a parlare di Dio come un puro vuoto. Per vedere Dio non ci sarebbe che da guardare il mondo. Nulla si può dire su Dio, l'unica conoscenza sarebbe la non conoscenza. Porre la questione della sua esistenza sarebbe già un nonsenso. Questo apofatismo radicale porta anche a negare che nella Bibbia ci siano delle affermazioni valide su Dio. In altri passi il giudizio sui libri sacri delle religioni in generale, senza escludere la stessa Bibbia, è anche più severo: essi impedirebbero che le persone seguano il proprio buonsenso e le fanno diventare ottuse e crudeli. Le religioni, inclusa quella cristiana, sarebbero uno dei principali ostacoli alla scoperta della verità. Questa verità, d'altronde, non viene mai definita nei suoi contenuti precisi. Pensare che il Dio della propria religione sia l'unico sarebbe, semplicemente, fanatismo. "Dio" viene considerato come una realtà cosmica, vaga e onnipresente. Il suo carattere personale viene ignorato e in pratica negato. De Mello mostra apprezzamento per Gesù, del quale si dichiara "discepolo". Ma lo considera come un maestro accanto agli altri. L'unica differenza con gli altri uomini sarebbe che Gesù era "sveglio" e pienamente libero, mentre gli altri no. Non viene riconosciuto come il Figlio di Dio, ma semplicemente come colui che ci insegna che tutti gli uomini sono figli di Dio." Joseph Ratzinger, 1998. Il sincero credente è quello che, è pieno di dubbi, e continua a porsi domnde, mi spiace ma quello di cui Lei parla è il Vero Credente.

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