cerca

La quinta razza degli imbecilli

21 Aprile 2009 alle 09:45

Per i cori razzisti allo stadio è utile riportare l'adagio dantesco: "in chiesa con i santi e in taverna con i ghiottoni." Cosa ci si aspetta negli stadi, là dove l'assemblea plebea si aggrega sulla base dei differenziali elementari di appartenenza, che si assista ad un torneo cavalleresco? Gli argomenti vengono offerti dalla cultura del political correct, ma si sa che quanto più si impone un comportamento tanto più si stimola la sua denegazione. A chi non è mai capitato di incentivare la propensione di un bestemmiatore alla blasfemia cercando di stigmatizzarne l'empietà? Gli intellettuali non hanno la minima conoscenza della psicologia delle folle, credono che le campagne mediatiche contro il razzismo servano a edificare il costume mentre lo corrompono, la faziosità civile, sportiva e anagrafica sono tutti ingredienti della coappartenenza dell'uomo a un gruppo; la vita nelle sue forme elementari è brutale, il tifoso è un accecato (tale è il significato di tifoso) perché meravigliarsi che non veda l'uguaglianza di natura e distingua solo la differenza di colore che nella fattispecie lo fa cieco? Le squadre si distinguono per i loro colori, tra quello della pelle e quello delle magliette la differenza per un tifoso è un purissimo accidente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi