cerca

Il terremoto di Lisbona

11 Aprile 2009 alle 15:12

Il terremoto distrugge la città di Lisbona, e in questo contesto il terremoto non è un fatto fisico, ma è un fatto che coinvolge la Provvidenza Divina. Ed è da qui che inizia la sua battaglia VOLTAIRE Voltaire dice : che cosa hanno fatto gli abitanti di Lisbona per meritare questa catastrofe, in che cosa sono peggiori dei parigini o dei londinesi? Eppure a Parigi e a Londra si balla e a Lisbona si piange. A questa domanda Voltaire si da anche la risposta: tutte queste storie della Provvidenza Divina sono cose vuote; quello che conta è ciò che ogni uomo è capace di fare: Se l'uomo si rimbocca le maniche e si da da fare... eccetera eccetera. Quindi, il terremoto, diventa un'inno al progresso umano e una legnata al Cristianesimo Questo argomento diventa un dibattito a livello Europeo ed entrano in campo altri personaggi della cultura di allora come era appunto Rousseau, ma anche KANT, appunto. Kant reagisce negativamente a questo modo di fare di Voltaire. Kant dice: ma noi cosa ne sappiamo del mistero dell'universo? Del mistero della vita? Come si fa a capire le cose di questo mondo! Il punto è che il vincitore culturale all'epoca fu Voltaire perché è facile ed immediato; si capisce subito. Per uscire vincitori spesso è utile saper fare cultura in maniera facile ed immediata. Kant non è un Voltaire, ma è all'opposto di Voltaire ed è molto difficile da capire a cominciare dalla sua prima opera "Critica della ragion pura"! Kant, in quel libro, pone la questione se è dimostrabile l'esistenza di Dio, e giunge alla conclusione che Dio non è dimostrabile dal punto di vista della pura razionalità. Come non è neppure dimostrabile il contrario.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi