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Catari

5 Marzo 2009 alle 17:15

Non c’è dubbio che una linea di pensiero si possa ricondurre alle tesi gnostiche dei Catari. Ma erano e restano (in forma diversa) una setta molto ma molto minoritaria. Il suicidio o l’omicidio/suicidio assistito per persone depresse o semplicemente stanche nella vita viola un principio fondamentale nell’uomo: il desiderio di vivere. E’ una legge naturale, un fondamentale antropologico. Però accade. Il suicidio ci lascia muti, incapaci di comprendere, proprio perché è contrario al nostro essere. Indipendentemente dal considerarci credenti o atei. I catari detestavano la vita, in nome di un principio assoluto, e si lasciavano morire. Vi sono persone che frequentano sette sataniche, ma questo non vuol dire che sono un pericolo di massa. Sono le eccezioni che confermano una regola diversa. Non ci sono assoluti nel relativo. La critica alla morte di Dio è data da Nietzche. Dio non esiste perché esistono la sofferenza e la morte. Ma questo cos’è se non uno struggente bisogno di vita? Vita nel corpo che non si può avere per sempre. L’occidente è malato di vita! I primi segni di invecchiamento ci fanno impazzire, la vita ci sfugge via! Non c’è odio per la vita, ma eccesso di amore per il proprio corpo.Vorremmo essere immortali! Poi ci sono i Catari, è vero. Per favore non entriamo nei casi limite dello stato vegetativo permanente e irreversibile. Sono casi limite e per questo generano tutte le confusioni possibili e mettono a dura prova paradigmi e assoluti di ogni genere. L’eutanasia come prassi è un’altra cosa. L’Olanda di oggi è un paese alla deriva, non l’Italia per il caso ben noto. L’islam odierno immola perfino ragazzini down facendoli esplodere. Questo è odio per la vita. L’aborto cosi diffuso anche alle nostre latitudini non indica a mio parere, almeno prioritariamente, un disamore per la vita. Evidenzia invece un concetto di libertà distorto. La mia libertà che nega la libertà di un altro essere chiamato alla vita. E’ la libertà in corto circuito perché nega i suoi presupposti che, come noto, si esplicano nel rispetto altrui. La libertà assoluta è una forma di totalitarismo come altre ideologie che per loro natura sono mortifere (come direbbe Ferrara) in forme più o meno accentuate.

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