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Englaro returns/3

25 Febbraio 2009 alle 13:45

Il desiderio elevato a diritto? E' questo che intendiamo per libertà? Non scherziamo. Pretendere di superare, in nome e per conto della tecnica, ogni limite imposto dalla natura (e meno male che esistono limiti, l'uomo E' un essere limitato, lo diceva anche un tale Kant in rapporto alla conoscenza) per il soddisfacimento di ogni nostro desiderio - oggi un figlio, domani un figlio che magari sia immune da certe malattie e possibilmente alto e forte - corrisponde ad una inaccettabile visione prometeica della vita. Augusto Del Noce, il più grande filosofo cattolico italiano del '900, aveva previsto tutto in tempi non sospetti: "All'ascesa a Dio si sostituisce l'idea della conquista del mondo, ovvero l'affermazione del diritto che il singolo soggetto ha sul mondo. Diritto che non ha limiti, perchè, chiamato al mondo senza suo volere, egli sente di aver diritto, quasi a compenso di questa chiamata, a una soddisfazione infinita nel mondo stesso.Ma, naturalmente, l'uomo singolo non può arrivare all'integralità di questa conquista. Può fare gli altri suoi strumenti, ma facendosi a sua volta loro strumento, e questa reciproca strumentalizzazione, cioè questa collaborazione senza finalità ideali, è quel che oggi si definsce socialità" (da Il problema politico dei cattolici, 1967). Il discorso di Del Noce vale non solo per la fecondazione assisitita ma anche, all'inverso, pr l'aborto, così come per l'eutanasia e per l'eugentica. Qui non si tratta di fare giustizia, consentendo anche a chi non ha mezzi economici sufficienti di poter accedere alla fecondazione artificiale; nè tanto meno di imporre a chi non è cattolico una morale cattolica. La questione riguarda piuttosto il rispetto dovuto alla natura e la ricerca di una giusto equiibrio tra libertà e natura. Nello specifico della fecondazione, una buona sintesi tra libertà e natura si chiama adozione.

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