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Coscienza e selezione naturale

23 Gennaio 2009 alle 11:39

Mi accodo al sig. Baldassarri e chiedo agli atei materialisti (e presumibilmente neodarwinisti): come si è evoluta la coscienza (non solo morale, la coscienza tout court, il pensiero)? più precisamente, qual è il vantaggio evolutivo di averne una? Facciamo un esperimento mentale: immaginiamo di conoscere in modo esatto la fisica del cervello e di avere a disposizione computer in grado di eseguire software che ‘simulino’ tutto ciò che nel cervello avviene, in modo perfetto. Anzi immaginiamo che i computer siano ancora più potenti, quindi in grado di agire come gli esseri umani ma appunto superandone l’intelligenza. Faccio notare che abbondano i ricercatori che ritengono questo scenario non solo possibile ma probabile. In ogni caso, tali software sarebbero pur sempre algoritmi che trasformano una stringa di bit in un’altra stringa di bit, secondo regole predetrminate; ciò risulterebbe senz’altro in comportamenti intelligenti, ma non per questo coscienti (anche se apparirebbero tali a un osservatore esterno). Ciò suggerisce che la coscienza DI PER SE’ non porta nessun particolare vantaggio evolutivo e specie intelligenti possono evolvere senza sviluppare niente del genere.

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