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Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma

5 Gennaio 2009 alle 16:15

Gli aiuti di Stato ai mercati hanno segnato il primato della politica sull’economia. Secondo il ministro Tremonti l’Italia è stata colpita in lieve misura dalla crisi economia perché “un carattere proprio del sistema bancario italiano, nel quale si conosce poco, salvo alcune encomiabili eccezioni, la lingua inglese, lo hanno in qualche modo preservato, in un suo carattere meno progredito, meno avanzato, meno sofisticato, dagli elementi di crisi che vediamo in altri Paesi europei”. In breve, perciò, l’attenzione del dibattito politico ha virato verso federalismo, giustizia, presidenzialismo e chissà cos’altro ancora. Secondo la legge di conservazione della massa di Antoine-Laurent de Lavoisier, nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. La definizione del padre della chimica moderna è datata 1789, ma esprime in sintesi l’aspetto camaleontico della politica italiana. La crisi di Governo del 2008 ha creato speranze di rinnovamento in un elettorato esausto di essere tradito dalla politica e ha avviato un processo di transizione da un sistema bipolare ad uno bipartitico. Da un’analisi congiunturale della politica in Italia, si rileva lo stato di un Paese che è passato dalla recessione alla fase di depressione. La teoria economica insegna che, in un andamento sinusoidale delle fluttuazioni, alla fase di contrazione segue sempre la ripresa. Bisogna chiedersi, però, quanto si pensa di stazionare nello stato depressivo. Ci si augura pertanto che la politica sia in grado di modernizzarsi per riformare il Paese in un’ottica di sostenibilità. Le strategie politiche hanno schierato da un lato il Partito democratico di Veltroni, dall’altro il Popolo della libertà di Berlusconi. Abbiamo assistito ad un intervento di restyling in cui cambia la denominazione di chi si fronteggia nella competizione elettorale senza che ci siano novità dal punto di vista degli uomini preposti alla guida del Paese. Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, per l’appunto.

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