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I bambini palestinesi e la pietà a fasi alterne

2 Gennaio 2009 alle 18:20

La lettera del sig. Lomaglio è paradigmatica della capacità mediatica congiunta di Hamas e dei loro sostenitori nel mondo. Il recente attacco a Gaza in doverosa risposta alla ripresa delle ostilità da parte dell'organizzazione terroristica Hamas, che come il NSDAP nel 1933 in Germania, dopo aver vinto le elezoni ha messo in opera un colpo si Stato nei territori di Palestina con assassinio di bambini figli di dirigenti di Fatah e lancio di missili che per errore ammazzavano bambini palestinesi, il tutto dopo che per anni i kamikaze si ammazzavano in luoghi in cui c'erano anche bambini che venivano dilaniati dalle bombe, il recente attacco dicevo, ha risvegliato la sensibilità sonnacchiosa di fotografi, cineoperatori e commentatori sul problema umanitario dei bambini. Che poi i bambini muoiano perché messi a bella posta intorno agli obbiettivi sensibili è cosa che importa poco: i cattivi si sa, sono gli israeliani. Questa pietà a fasi alterne mi produce, se possibile, assai più orrore. L'accorgersi solo ora del problema dei bambini palestinesi, ignorandoli quando vengono ammazzati dai loro stessi fratelli, perchè figli di avversarti politici o quando vengono uccisi dai razzi dei loro fratelli "per errore", e ignorando il fatto che vengono nutriti a pane e odio facendo vedere loro cartoni animati e programmi che esaltano il martirio suicida dalla mattina alla sera è degno di chi si accorge di qualunque problema nel mondo solo quando se ne occupano gli Stati Uniti d'America salvo fregarsene in ogni altro caso, dal Ruanda, al Darfour.

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